Sempre più contratti di rete, in regione a quota 238


La grande innovazione delle reti di imprese è data dalla possibilità di coniugare indipendenza ed autonomia aziendale con la capacità di acquisire una massa critica di risorse finanziarie e di know how che permette di raggiungere obiettivi comuni. La crescita continua di questo strumento giuridico in Italia è confermata dai dati InfoCamere: dai 14 contratti stipulati nel 2010, si è saliti a 212 nel 2011, per arrivare a 553 nel 2012 e toccare quota 1.167 ad inizio ottobre 2013. Ciò dimostra come la scelta di aggregarsi per lavorare sia sempre più strategica, specie per le Pmi, perché permette di superare le difficoltà strutturali legate alla dimensione e di competere più efficacemente sui mercati esteri. I dati sono stati presentati nel workshop ‘Le cooperative e lo strumento del contratto di rete: analisi e prospettive’ che si è svolto a Bologna, organizzato da Unioncamere Emilia-Romagna, Legacoop Emilia-Romagna e Intesa Sanpaolo, con il supporto scientifico di Universitas Mercatorum.

“Con 238 contratti di rete per un totale di quasi 745 imprese coinvolte, la nostra è una regione virtuosa – dice Ugo Girardi, segretario generale di Unioncamere Emilia-Romagna – seconda solo alla Lombardia per numero di aziende, ma in un territorio più ridotto. Il contratto di rete è uno strumento di aggregazione agile e flessibile, che permette alle imprese di realizzare un progetto comune, mantenendo intatta l’autonomia aziendale. Consente di procedere sulla via della ricerca, dell’innovazione e dell’internazionalizzazione”.

Le reti possono rappresentare uno strumento valido anche per le cooperative grazie a un uso sinergico e sistemico delle risorse. Attualmente in Italia, le imprese cooperative coinvolte sono 415, pari al 14% del totale. “I contratti di rete si stanno sviluppando e rappresentano una forma efficace di contrasto alla crisi, in termini evolutivi e di riposizionamento di mercato – afferma Igor Skuk, direttore di Legacoop Emilia-Romagna – E’ un fenomeno di trasformazione che coinvolge numerose imprese e sta offrendo significative opportunità per la cooperazione. Questo anche in una logica di contaminazione con nuovi settori e imprese non cooperative”.

L’iniziativa, inserita nel progetto ‘Crescere e competere con il contratto di rete: incubatori di rete e Temporary Network Manager’, è stata realizzata nel quadro dell’Accordo di Programma stipulato tra il Ministero dello Sviluppo Economico e l’Unioncamere nazionale. Nell’ambito del progetto, a valere sull’intesa Mise Unioncamere, grazie alla collaborazione con le associazioni di categoria, le Camere di commercio della regione ed Unioncamere Emilia-Romagna hanno accompagnato le imprese alla sottoscrizione di 15 contratti di rete. Potenziamento della fase commerciale, efficienza produttiva e innovazione sono i principali obiettivi delle imprese in rete della regione. Per quanto riguarda i settori dove sono nate reti di impresa in Emilia-Romagna, il 47% è rappresentato da attività manifatturiere, il 15% attività professionali o scientifiche, il 13% servizi di informazione e comunicazione, il 10% costruzioni, il 7% commercio all’ingrosso, il 3% sanità e assistenza sociale.

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