Sempre meno maiali: Coldiretti ER a Piazza Affari


BOLOGNA, 26 LUG. 2011 – Sono 3500, pari a quasi il 75% del totale, gli allevamenti suinicoli emiliano-romagnoli che hanno chiuso i battenti tra il 2000 e il 2010. A sostenerlo è la Coldiretti regionale che, proprio oggi, ha portato diversi maiali a razzolare di fronte a Palazzo Mezzanotte, in Piazza Affari a Milano, per protestare contro l’aumento dei prezzi delle materie prime. Nel corso dell’ultimo decennio, gli allevamenti sono passati da 4.702 a 1.209: in parte si tratta di una ristrutturazione del settore, con la costituzione di aziende di dimensioni più grandi ma, osserva Coldiretti in una nota, "é anche il segnale di forti difficoltà perché il numero dei capi allevati è diminuito del 18%, passando da 1.555.000 maiali allevati nel 2000 a 1.274.000 del 2010". La protesta nel cuore della finanza italiana è nata dal fatto che, secondo l’associazione, a pesare sul settore, oltre alle difficoltà del mercato, sono anche le speculazioni internazionali sulle materie prime – dall’oro al petrolio, fino ai mangimi – che hanno fatto impennare i costi per l’alimentazione degli animali e messo in ginocchio migliaia di allevamenti della salumeria italiana ed emiliana in particolare. "C’é un rischio di estinzione concreto – conclude la Coldiretti – per gli allevamenti italiani ed emiliano romagnoli in particolare e con essi dei prelibati prodotti della norcineria regionale che vanta ben 11 prodotti sui 33 prodotti italiani derivati dal maiale che hanno ottenuto dall’Unione Europea il riconoscimento di denominazione di origine: dal prosciutto di Parma al culatello di Zibello, dal cotechino di Modena alla coppa piacentina".

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet