Semestrale, Unipol torna all’utile


Unipol ha chiuso il primo semestre dell’anno con un utile di 644 milioni di euro, a fronte della perdita di 390 milioni dello stesso periodo del 2017, esercizio caratterizzato dagli accantonamenti straordinari per Unipol Banca. L’utile, si legge in una nota, beneficia della plusvalenza di 309 milioni realizzata sulla cessione di Popolare Vita a Banco Bpm. La raccolta premi si è attestata a 6,26 miliardi di euro (-1,1%) ma cresce del 4,8% al netto delle attività cedute.
Per quanto concerne l’indice di solvibilità di gruppo, al 30 giugno il rapporto tra fondi propri e capitale richiesto è pari al 160%, in flessione rispetto al 166% del 31 dicembre 2017, per effetto soprattutto dell’allargamento dello spread sui titoli di stato italiani. Nel ramo danni la raccolta si è mantenuta sostanzialmente stabile a 4 miliardi di euro (-0,5%) mentre nel vita è aumentata del 16,4% a 2,1 miliardi. Migliora il combined ratio, indicatore della redditività della gestione tecnica assicurativa, che scende dal 95,3% del primo semestre 2017 al 93%. Il risultato prima delle imposte del comparto assicurativo è pari a 852 milioni (+46,9%), per effetto dei 329 milioni del settore danni (-10,5% per il minor contributo della gestione finanziaria) e dei 523 milioni del vita (+146,7%). Nonostante la volatilità sui mercati la gestione finanziaria ha ottenuto un rendimento nel semestre del 3,9%, invariato rispetto al 2017. Il comparto bancario chiude con un utile prima delle imposte di 18 milioni (-940 milioni nel 2017 per la ristrutturazione di Unipol Banca) mentre UnipolReC, la società nata lo scorso primo febbraio in cui Unipol ha conferito 3 miliardi di sofferenze, chiude il semestre con un calo di 198 milioni di euro di crediti deteriorati lordi sui quali ha incassato 49 milioni (25% del loro valore lordo), con riprese di valore per 14 milioni. Il settore ‘holding e altre attività’, che comprende sia UnipolRec che le attività alberghiere, chiude in rosso per 53 milioni, in miglioramento rispetto alla perdita di 139 milioni del 2017.
UnipolSai, società in cui sono confluite tutte le attività assicurative del gruppo Unipol, ha chiuso il primo semestre dell’anno con un utile di 647 milioni di euro, in crescita del 129,3% sullo stesso periodo del 2017, sulla spinta della plusvalenza di 309 milioni realizzata con la cessione della partecipazione in Popolare Vita al Banco Bpm. Stabile, si legge in una nota, la raccolta, pari a 5,63 miliardi (+1,4% a perimetro omogeneo). I premi nel ramo danni ammontano a 3.946 milioni (+7,4%) mentre quelli nel vita si sono attestati, al netto del contributo delle attività cedute, a 1.577 (+6,9%). Nel semestre l’indice di solvibilità individuale è sceso dal 263% al 252% per effetto dell’aumento dello spread sui titoli di Stato italiani mentre l’indice di solvibilità consolidato è diminuito dal 210% al 206%. L’utile ante imposte del ramo danni è salito a 312 milioni di euro (235 milioni nel 2017), quello del vita da 181 a 503 milioni mentre il rosso delle attività immobiliari si allarga da 17 a 48 milioni per una svalutazione di 36 milioni di alcuni terreni nei siti dell’Area Castello di Firenze.
Unipol non supererà la quota del 20% di Bper. “Non andremo oltre, non intendiamo oltrepassare questa soglia, non intendiamo acquisire posizioni di controllo della banca, di diritto e di fatto. Non intendiamo dare vita a un conglomerato finanziario di banca assicurazione come se ne sono visti in passato”. Lo ha detto l’ad di Unipol, Carlo Cimbri in conference call con gli analisti. L’autorizzazione della Bce a Unipol per incrementare fino al 19,9% la quota in Bper è valida per “sei mesi da giugno” e dunque fino alla fine del 2018. “Entro la fine dell’anno valuteremo se aumentare e di quanto aumentare la partecipazione” ha detto l’ad di Unipol, Carlo Cimbri, nella conference call con gli analisti spiegando che la scelta di incrementare ulteriormente la partecipazione sarà al “piano industriale” di Bper “che verrà presentato dopo l’estate”.

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