Segré è pronto, un giorno da candidato in pectore


BOLOGNA, 31 OTT 2010 – Quella della presentazione del ‘Libro nero contro lo spreco alimentare’ è diventata per Andrea Segré una giornata da candidato sindaco ‘in pectore’. E’ il suo, infatti, il nome forte su cui la coalizione di centrosinistra potrebbe convergere per le comunali di Bologna, dopo la rinuncia per motivi di salute di Maurizio Cevenini. Incalzato, non ha confermato, ma neanche smentito la sua disponibilità, non rinunciando a inviare messaggi alla città: "Bologna si è un po’ addormentata, dobbiamo ricostruire il suo tessuto connettivo", ha sottolineato invocando uno stop al totonomi. Preside di Agraria celebre per il suo ‘Last minute market’, il progetto di recupero degli alimenti invenduti, Segré corrisponde all’identikit tracciato ieri dal segretario del Pd Donini che ha chiesto di "evitare faide interne" e di "aprirsi alla società civile". "Non aspetto chiamate da nessuno, non so chi mi voglia", ha detto Segré prima di iniziare il convegno. Poi, a margine, non ha evitato le domande dei cronisti: "Avevo avuto offerte da Roma per questa manifestazione, ma francamente mi sembrava meglio farla qui". Perché, ha spiegato, "é un momento difficile per la città, serve ricostruire in modo naturale il suo tessuto e ripartire da questa rete". Una Bologna "addormentata" per Segré, dove il commissariamento "ha allontanato la gente dalla politica", perché "dà risposte immediate. E la politica deve essere questo: velocità nelle decisioni senza perdere tempo in mediazioni inutili". Ad ascoltarlo pochi politici, forse preoccupati dall’esporsi in suo favore. C’erano Vittorio Prodi e Luciano Sita, ex mister Granarolo: "Non faccio nomi, altrimenti li brucio", ha scherzato, lui che a lungo è stato nel borsino. Anche per Segré, d’altronde, non è tempo di totonomi: "In questa fase dobbiamo essere responsabili, fermiamoci e tiriamo fuori le idee. Poi chi ha questa energia si farà avanti, credo che ce ne siano". E dopo aver chiesto di uscire "dalla logica di contrapposizione tra partiti e società civile", ha auspicato che "ci si aggreghi su una figura, cominciando a discutere veramente: fino ad ora non si è fatto".IL LIBRO NERO SUGLI SPRECHI ALIMENTARI – In Italia si produce troppo e si spreca ancora di più: addirittura il 3% dell’intero Pil nazionale. E’ quanto emerge dallo studio a cura di Luca Falasconi e di Andrea Segré, presentato in Cappella Farnese a Bologna. "La sfida è trovare un nuovo equilibrio tra quantità e qualità, e che quest’ultima sia garantita a tutti", ha spiegato Segré dando appuntamento al 2011, che ‘Last Minute Market’ dedicherà alla lotta contro lo spreco di acqua. Secondo il rapporto, ogni italiano ha a disposizione circa 3.700 calorie di cibo, quando le stime della Fao ne indicano come sufficienti 1.800-2.200. Numeri che giustificherebbero come il 67% degli uomini sia sovrappeso così come il 55% delle donne e un terzo dei bambini tra i 6 e gli 11 anni. Ma che mettono in evidenza come gran parte del surplus di calorie si perda lungo la filiera agroalimentare: "Nel 2009 la stessa quantità di frutta e verdura consumata è rimasta nei campi", ha sottolineato Falasconi, spiegando che "agli agricoltori conviene non raccoglierla: sarebbe pagata loro sottoprezzo". Un paradosso che porta "a finanziare da un lato le produzioni agricole e dall’altro la loro distruzione". In totale nel settore si perdono 3,7 miliardi in sprechi all’anno. Nel mirino anche i 600 ipermercati italiani: in ogni stabilimento si gettano via 250 chili di cibo al giorno "solo per motivi estetici". Una mole di alimenti che potrebbe sfamare ogni anno 636.000 persone per un valore di oltre 928 milioni. Solo per gestire come rifiuti la carne inutilizzata vengono sprecati 105 milioni di metri cubi di acqua e 8.000 ettari, con emissioni di anidride carbonica per 9,5 milioni di tonnellate. Insomma, secondo i calcoli di Segré e Falasconi, il cibo che si perde senza che arrivi sulle nostre tavole darebbe da mangiare a 44 milioni di persone, quasi un’altra Italia. Segré ha anche ricordato gli effetti positivi di ‘Last minute market’, il progetto di recupero degli alimenti invenduti dalle grandi catene di distribuzione: "Aumenta del 20% la fiducia nel sistema in cui i soggetti operano". La battaglia contro lo spreco ha trovato una forte sponda in Europa, grazie all’impegno del presidente della Commissione agricoltura Paolo De Castro: "Non c’é una risposta unica allo spreco, se non aumentare la consapevolezza. Tutti devono avere la percezione dell’impatto delle proprie scelte personali", ha spiegato. La proposta di istituzione del 2011 come anno europeo contro lo spreco avrà come portavoce l’europarlamentare Salvatore Caronna e nelle prossime settimane sarà all’esame del Parlamento Ue. La giornata si è poi conclusa con un affollatissimo pranzo a base di cibo di recupero nel cortile del palazzo comunale, e con la consegna del primo premio ‘Non sprecare’ a Don Ciotti.

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