Se sballi paghi i soccorsi


RAVENNA, 25 GIU. 2010 – Lasciarsi andare con alcol e sostanze psicoattive in modo tale da avere bisogno di soccorsi, potrebbe costare di più. In termini di ticket sanitario s’intende. Come dire, chi è causa del proprio male, e ha i soldi per pagarsi bevande e sostanze, non tanto pianga sé stesso, ma paghi il 118 e le spese di pronto intervento. Un ticket aggiuntivo per chi sballa è la proposta che presto verrà vagliata dall’assessore regionale alla Sanità dell’Emilia-Romagna Carlo Lusenti. L’idea è arrivata in via Moro a Bologna scritta in una busta partita da Ravenna. A scriverla ci ha pensato il sindaco Fabrizio Matteucci, una mente sempre al lavoro per mettere ordine ovunque si effettuino sgarri alle consuetudini del quieto vivere. Che si tratti di nudisti o di trans o, in quest’ultimo caso di sballo, il primo cittadino ravennate è sempre in prima fila per combattere il fenomeno. In quest’ultimo caso l’ispirazione è venuta dal constatare che durante le serate dei week-end nei lidi ravennati vi è un aumento di chiamate al 118 dovuto allo "stato di ubriachezza, unito spesso all’uso di sostanze psicotrope", spiega Matteucci nella lettera inviata a Lusenti. "Non le sembra ingiusto – è la domanda rivolta all’assessore – soprattutto alla luce dei tagli alla sanità che verranno imposti dal Governo a Regioni come la nostra, che i costi delle prestazioni di trasporto sanitario e di ogni intervento che vengono richiesti per gli ‘sballati’ siano interamente a carico della generalità dei cittadini?". Secondo il sindaco, "chi ‘sballa’ per scelta ha anche il denaro per concorrere, in misura maggiore, alle spese sanitarie.Ma soprattutto la misura che propongo – continua la proposta di Matteucci – potrebbe essere un ulteriore messaggio dissuasivo considerato che viviamo in un tempo in cui sembra che tutto abbia un prezzo e nulla abbia valore". E ha concluso con un esempio: "valutare la possibilità, come per le normali prestazioni di Pronto Soccorso ‘improprie’, di far pagare un ticket commisurato alla spesa reale sostenuta dall’Azienda Sanitaria".

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