Scuole d’infanzia, la lista Baldi come la Lega


REGGIO EMILIA, 25 MAG. 2009 – Il candidato sindaco della Lega Nord Angelo Alessandri da un po’ di giorni sta facendo sapere l’idea che ha in mente per l’accesso alle scuole materne del Comune. Nei suoi comunicati i criteri attualmente applicati vengono dipinti come atteggiamenti buonisti, che hanno “un occhio di riguardo agli stranieri che godono di privilegi assolutamente ingiustificati”. Secondo il Carroccio, per entrare nelle graduatorie delle scuole d’infanzia, cruciale dovrebbe essere risiedere a Reggio da più tempo possibile.Su questo punto si trova concorde anche la lista Laboratorio Baldi per Reggio, che in questa tornata elettorale appoggia Antonella Spaggiari come candidato sindaco. La stessa Antonella che per 13 anni, come sindaco della città, ha promosso l’eccellenza degli asili nido reggiani, la cui filosofia abbraccia anche i criteri per accedere a questi. In una nota la lista Baldi, per voce del candidato al Consiglio comunale Giovanni Sottocornola, “ci tiene a ricordare che gli asili comunali sono stati costruiti con le tasse pagate dai cittadini reggiani e che gli asili comunali beneficiano di benefit anch’essi finanziati dai reggiani. Pertanto attribuire un punteggio alla “reggianità” non è altro che riconoscere quanto i cittadini hanno dato.”Una posizione che ha lasciato “esterefatta” l’assessore alla Scuola Iuna Sassi. Un “atteggiamento xenofobo nei confronti degli stranieri” da parte della Lega e del Pdl se l’aspettava anche, ma da parte del Laboratorio per Reggio no. “Mi auguro che sia Antonella Spaggiari, sia Carlo Baldi, prendano chiaramente le distanze da una tale posizione che non ha nulla di socialista, nulla di sinistra, nulla di democratico e di civico, se civico vuol dire anche civile”, ha scritto in un comunicato. “L’articolo 3 della Costituzione – ha spiegato – sancisce un principio di uguaglianza davanti alla Legge, ‘senza distinzioni di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali’. Differenziare imposte e tariffe locali in base ai luoghi d’origine è certamente incostituzionale. Sarebbe immediatamente illegale ed è del tutto assurdo e controproducente in una città, come Reggio Emilia, con un’economia fortemente orientata all’esportazione e all’internazionalizzazione.”“Chi avanza queste proposte – conclude Iuna Sassi – non ne è consapevole, ma in esse ci sono i semi di un principio di apartheid. Al di là della circostanza elettorale, sento il dovere morale, prima ancora che politico, di respingere proposte che vanno contro i diritti umani fondamentali e colpirebbero la funzione della scuola come luogo primario dell’inclusione sociale e della crescita civile delle nuove generazioni.”

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet