Scuola, tra Gelmini e Regioni è di nuovo scontro


BOLOGNA, 8 OTT. 2009 – "Inutile far visionare la riforma delle superiori ai governatori delle regioni", avrà pensato il ministro della pubblica istruzione Marystar Gelmini, "tanto quelli ce l’hanno con me e me la bocciano, meglio sottoporre il tutto direttamente alle Commissioni parlamentari." Si spiega così il motivo del ribaltamento dell’iter per l’approvazione della riforma sulle superiori, che sarà sottoposta ora prima al giudizio delle commissioni, poi a quello della Conferenza Stato-Regioni. Il contrario, cioè, di quanto sempre avvenuto per le precedenti riforme in materia di scuola. E questo nonostante il parere dei governatori non sia vincolante.L’aggiramento dell’ostacolo è stato illustrato ieri dal ministro durante l’audizione alla Commissione Cultura. Tra le anticipazioni annunciate c’è la proroga di un mese per scegliere la scuola superiore. Genitori e alunni delle terze medie avranno tempo fino a febbraio. Uno slittamento che è stato motivato puntando il dito sugli attriti tra l’esecutivo e i governatori. Un’impasse politico-istituzionale che avrebbe portato, secondo il ministro, al blocco dei lavori non solo dei regolamenti attuativi sulle superiori ma anche per quanto riguarda le sezioni primavera, il nuovo servizio di scuola d’infanzia dedicato ai bambini con meno di tre anni.Ma il presidente della Conferenza Stato-Regioni non ci sta e rimanda al mittente le accuse. "Così come eravamo pronti da diverse settimane a dare il nostro parere sulle sezioni primavera – ha chiosato Vasco Errani – siamo pronti ad affrontare gli altri temi relativi alla scuola. Attendiamo, però, che il Governo sblocchi l’attuale situazione di stallo istituzionale che, come è noto, non è ascrivibile in alcun modo alle Regioni".

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