Scuola, parte in salita un altro anno


BOLOGNA, 14 SET. 2010 – Zaini, scarpe da ginnastica, sorrisi e malinconia per le vacanze finite. Si torna tra i banchi anche in Emilia-Romagna per il primo giorno dell’anno scolastico 2010-2011. Un inizio faticoso, come quello dell’anno scorso, perché inserito nel periodo in cui il ministero ha previsto ingenti tagli all’insegnamento. Una politica deleteria di cui si è parlato molto, anche negli ultimi giorni, spesso grazie a proteste da parte di insegnanti, soprattutto precari. Ma per molti studenti e genitori c’è confusione intorno alla causa che sta dietro ai cambiamenti in peggio della scuola.Si sa solo che in alcune aule gli alunni raggiungono il numero di 34. Un affollamento in violazione delle norme di sicurezza ma anche di un minimo buonsenso circa l’efficacia dell’apprendimento didattico. Che in Italia si spenda poco lo dice la classifica dei 33 paesi Ocse stilata in base agli investimenti nell’istruzione: siamo penultimi. Ciononostante proprio la voce scuola è stata la prima ad essere decurtata dalle operazioni di risparmio imposte dal ministro dell’Economia Tremonti. Di segno contrario rispetto agli indirizzi che arrivano da Roma, sono le intenzioni della Regione Emilia-Romagna, convinta nel contrastare, per quanto possibile, la riduzione a pezzi della scuola. "E’ il valore più importante su cui investire per costruire il futuro", ha detto il presidente Vasco Errani questa mattina nel suo saluto di inizio anno scolastico agli studenti. "Non si possono fare passi indietro – ha continuato -, da questo punto di vista la Regione ha investito e continuerà a investire, perché la conoscenza è quello che determinerà come vivranno i nostri figli e i nostri nipoti".Un primo contributo arrivato da via Aldo Moro sono stati dieci milioni di euro volti a completare l’orario nelle scuole materne. Serviranno per pagare insegnanti che senza quei fondi sarebbero dovuti restare a casa. Con un incognita: non si sa se l’Ufficio scolastico riconoscerà a questi lavoratori la loro prestazione. Forse per loro non ci sarà la possibilità di maturare nessun punteggio in graduatoria. Anche se dopo le polemiche di ieri, il direttore dell’Ufficio, Marcello Limina, sembra propenso a lasciare aperta qualche possibilità.1193 insegnanti in meno negli organici delle scuole dell’Emilia-Romagna. 540 docenti di ruolo senza cattedra. 171 nuovi insegnanti concessi dalla Gelmini a fronte di una richiesta che era di 550. Questi un po’ di numeri sulla scuola in regione. Li si potevano leggere stamattina sui volantini distribuiti dal sindacato Flc-Cgil. Ma anche dal Partito democratico, presente davanti a un migliaio di istituti al momento dell’ingresso degli studenti. "Vogliamo destare la rabbia dei genitori, che quando si chiederanno perché non potranno mandare i figli al tempo pieno, dovranno sapere chi ha privato la scuola di risorse", ha spiegato il segretario del Pd Raffaele Donini dal cortile della De Amicis di Bologna.

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