Scuola, la riforma Gelmini mette caos anche nei trasporti pubblici


REGGIO EMILIA, 12 AGO. 2010 – Tanto traffico per dieci minuti in più. A creare un bel grattacapo alle aziende di trasporto pubblico è l’allungamento da cinquanta a sessanta minuti dei periodi di lezioni delle scuole superiori. Un cambiamento voluto dal ministro Mariastella Gelmini nella sua cosiddetta riforma, che, come spiega una nota della Provincia di Reggio Emilia, al pari di tante altre riforme, viene realizzata a scapito degli Enti Locali, chiamati a provvedere alla riorganizzazione di tutti i servizi, compresi i trasporti, in un contesto generale di tagli e di risorse sempre più esigue.A Palazzo Allende è tutto un gran da farsi per cercare di far combaciare gli orari degli autobus con lo squillare delle nuove campanelle. La “riformata” ora scolastica di sessanta minuti va a cambiare i momenti di ingresso e di uscita da scuola a scuola. Ciascun istituto decide infatti per conto proprio. “Sono stati esaminati i singoli orari ed il flusso di studenti, con i loro movimenti, ed ognuno, in un clima di grande collaborazione, ha evidenziato le proprie criticità e le proprie esigenze”, spiega l’assessore provinciale alla Mobilità sostenibile, Alfredo Gennari. “Tra i principali problemi – continua Gennari – l’enorme sforzo economico, di mezzi ed autisti, che comporterebbe il moltiplicare le corse degli autobus: un costo elevatissimo che, oltretutto, alla fine consentirebbe di trasportare, più o meno, lo stesso numero di studenti dello scorso anno. Le ottimizzazioni ed i risparmi invocati dai vari ministri Gelmini, Brunetta e Tremonti si tradurrebbero dunque in un forte incremento di spesa per gli Enti locali, senza alcun aumento del numero di utenti del trasporto pubblico".

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