Scuola, la protesta anti editto pronta a travolgere Limina


BOLOGNA, 26 MAG. 2010 – Un editto di tipo censorio per i docenti delle scuole dell’Emilia-Romagna. Così è stata vista dagli addetti ai lavori e dai sindacati Cgil e Cisl la lettera dell’ufficio scolastico regionale inviata ai dirigenti provinciali con l’invito di evitare commenti critici sulla scuola attraverso i media. A chiedere le dimissioni di Marcello Limina, direttore dell’ufficio scolastico regionale e autore del vademecum sul buon comportamento da tenere con la stampa da parte dei dipendenti pubblici. è stato ieri il Pd. L’onorevole Manuela Ghizzoni e la senatrice Mariangela Bastico, hanno fatto richiesta di interrogazione urgente al ministro Gelmini. Il loro punto di vista è che la direttiva scritta da Limina lo pone "in netto contrasto con l’autonomia scolastica e con la libertà di insegnamento dei docenti e il loro diritto di espressione."Secondo le due parlamentari la lista di richiami contenuti nella circolare contestata sono "gravemente lesivi dei diritti costituzionali di libertà di manifestare il pensiero (art. 21) e di libertà di insegnamento (art. 33) e si pongono in contrasto con l’autonomia delle istituzioni scolastiche dal potere politico. Tali richiami rappresentano inaccettabili intimazioni censorie rivolte ai dirigenti e ai docenti, oltre a costituire la palese manifestazione di una rischiosa assimilazione tra Stato e Governo".In Emilia-Romagna quei consigli per un corretto rapporto con i media continuano ancora a scaldare gli animi. Il coordimento unitario dei presidi ha risposto che non si lascerà intimidire e ha sottolineato che raccontare le difficoltà della scuola non vuol dire criticare il governo ma esercitare il proprio ruolo. Proprio i presidi, al contrario di quanto si vorrebbe, hanno il dovere di informare l’utenza, relazionarsi con gli enti locali e promuovere l’autonomia. “Dunque – concludono – informare non è soltanto un diritto, ma un preciso dovere etico e deontologico”.Il parere diffuso nelle scuole dell’Emilia-Romagna è che il vero problema della scuola e di cui l’ufficio scolastico regionale dovrebbe preoccuparsi sono i tagli di risorse e di personale. In regione il prossimo anno scolastico saranno 1193 gli insegnanti in meno. Un numero che si somma ai 1636 già tagliati a fronte di un aumento della popolazione scolastica che è il più alto a livello nazionale.Oggi la provincia di Bologna ha convocato la conferenza di coordinamento sull’emergenza organici in città e in provincia. Lo scenario che si profila è di una situazione vicina al collasso. All’incontro era presente anche Beatrice Draghetti, presidente della Provincia di Bologna, che ha così risposto alle pressioni contenute nella nota dell’Ufficio scolastico regionale: "i cittadini non vanno mai tenuti all’oscuro. Se cambia quello che sarà il progetto di scuola per il proprio figlio, un genitore deve esserne informato".Contro la circolare di Limina il Coordinamento delle scuole superiori di Bologna e provincia e del Coordinamento dei precari hanno organizzato per domani un presidio per chiedere le dimissioni del dirigente regionale. L’appuntamento è alle 15 davanti alla sede dell’Ufficio scolastico regionale a Bologna; hanno aderito anche i Cobas. Giovedì 3 giugno è invece in programma la protesta della Cgil, con tanto di occupazione simbolica dell’Ufficio.

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