Scuola, l’Emilia-Romagna la vuole federale


BOLOGNA, 4 GIU. 2010 – Il federalismo? E’ un’ancora di salvataggio della scuola. Ne è convinto l’assessore Patrizio Bianchi che stamattina ha annunciato una legge regionale sulle "autonomie scolastiche e formative". Una proposta da posizionare in cima all’agenda politica dell’Emilia-Romagna e che permetterebbe di tutelare la qualità del sistema educativo della regione, messa a repentaglio dai tagli del ministero della pubblica istruzione.L’incisività della futura legge passa dalla sottoscrizione, da parte della Gelmini, di una bozza d’intesa tra regioni e governo datata 20 aprile 2010. Un accordo che raccoglie le modifiche al Titolo V della Costituzione previste dalla legge 3 del 2001 e che parla di nuove competenze in materia scolastica da affidare alle regioni. A livello nazionale resterebbe comunque la competenza sui programmi e il mantenimento dei docenti come dipendenti statali. Ma alle regioni potrebbe passare la gestione di molti altri aspetti della scuola quali il tempo pieno e la gestione delle risorse."Si parla di federalismo? E’ il momento di verificarlo", ha detto Bianchi. "E’ stata scritta una bozza di accordo fra regioni e governo per passare alle regioni proprio questo, la scuola, la capacità di investire su noi stessi". L’assessore regionale alla Scuola ha criticato gli interventi del governo in materia di istruzione pubblica: "quando un paese taglia sulla scuola vuol dire che ha un’idea molto scarsa di futuro"

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