Scuola. Errani con gli scioperanti della fame


BOLOGNA, 25 MAG. 2011 – La scuola italiana è sempre più alla fame. Lo dicono le statistiche internazionali, lo vedono gli studenti quotidianamente e lo sanno i genitori. Questi ultimi, a Bologna, si sono piazzati da giovedì scorso in presidio davanti all’Ufficio scolastico regionale iniziando uno sciopero della fame e della sede. L’intento è di far sapere a tutti, anche ai pensionati e a chi non ha figli, come i due anni di tagli firmati Tremonti e Gelmini hanno ridotto l’istruzione pubblica. Solo in Emilia-Romagna sono duemila gli insegnanti che non si possono assumere per fornire un servizio qualitativamente decente.Di ambulanze e medici pronti a intervenire per salvaguardare le condizioni degli scioperanti non ce n’è stato bisogno, visto che la modalità della protesta era "a staffetta". Un primo obiettivo, però, a un giorno dal termine dei sette giorni di presidio, è stato raggiunto. Il presidente dell’Emilia-Romagna Vasco Errani ha espresso solidarietà all’iniziativa promossa dal Coordinamento dei presidenti dei consigli di istituto delle scuole di Bologna e Provincia."Cari genitori e insegnanti – dice il messaggio di Errani – sono con voi in questa battaglia a sostegno dell’istruzione pubblica. La solidarietà e il supporto si affiancano alla nostra determinazione nel perseguire politiche che vadano nella direzione da voi auspicata. Nella scuola pubblica, orgogliosamente pubblica, risiede il futuro della nostra società e di intere generazioni di ragazze e ragazzi: impoverirla significa minare la qualità stessa del nostro sviluppo sociale e culturale. Vorrei ringraziarvi per il vostro generoso impegno, che dovrà essere l’impegno di tutti".

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