Scuola, Emilia Romagna a secco di insegnanti


BOLOGNA, 12 AGO. 2010 – Più studenti e più variegati. E’ una popolazione scolastica in aumento quella dell’Emilia-Romagna. Una crescita che si deve anche alla presenza di molte famiglie straniere in regione senza le quali i numeri delle natalità degli ultimi anni sarebbero molto inferiori. Per far fronte ai cambiamenti di quantità e di varietà tra le nuove generazioni in età scolastica l’Ufficio scolastico regionale aveva quantificato in 350 l’"iniezione" di nuovi insegnanti tra i banchi necessari all’avvio dell’anno scolastico 2010-2011. La risposta del ministero è stata però al di sotto di ogni più grama previsione, con soli 91 docenti in più concessi. Questo per quanto riguarda le scuole elementari, medie e superiori. Per le materne, infatti, non arriverà nessun nuovo insegnante, nonostante la richiesta inoltrata fosse di 218, tra maestre e maestri, da aggiungere all’organico.Di fronte a questa miseria di autorizzazioni concesse dal ministero dell’Istruzione la Cgil fa sapere che la situazione è drammatica. "La scuola nella nostra regione è diventata il primo centro della riduzione dei diritti", spiega al Tg3 Raffaella Morsia, segretario della Flc regionale. "C’è una riduzione dei diritti dei lavoratori dovuta a una massiccia precarizzazione delle persone, ma soprattutto non si è più in grado di garantire il diritto allo studio agli aventi diritto, agli studenti". Per quanto riguarda la scuola materna, la mancata concessione di nuovi insegnanti vorrà dire lasciare a casa oltre duemila bambini che hanno chiesto di iscriversi. Ai nuovi insegnanti la porta è stata sbarrata perché non si tratta di scuola dell’obbligo, ma Raffaella Morsia tiene comunque a precisare che "la scuola dell’infanzia appartiene al sistema scolastico" e che decisioni restrittive di questo tipo mettono a repentaglio "una tradizione nella nostra regione fatta di accoglienza e integrazione".Preoccupato delle striminzite assegnazioni da parte del ministero è anche l’assessore regionale alla scuola Patrizio Bianchi che in una nota parla di "risposta gravemente inadeguata rispetto ai livelli di qualità che riteniamo necessari per le scuole dell’Emilia-Romagna”. Per questo motivo, ovvero per affrontare i problemi relativi agli organici, il presidente della Regione Vasco Errani ha chiesto oggi un incontro urgente al ministro Gelmini. Nello stesso momento, però, da Roma arriva una notizia che fa tirare un lieve sospiro di sollievo: sono 1293 i precari che verranno assunti nelle scuole emiliano romagnole. Nello specifico si tratta di 817 insegnanti, due educatori e 474 unità di personale amministrativo, tecnico ed ausiliario. Secondo l’Ufficio scolastico regionale si tratta di uno "sforzo significativo del ministero". Tra gli 817 docenti nominati in ruolo, 338 sono docenti di sostegno. Numeri che consentono di rispondere "alle esigenze di continuità didattica proprie degli alunni diversamente abili", spiega sempre l’Usr.

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