Scuola, con la Gelmini finisce nella melassa la libera espressione


BOLOGNA, 31 AGO. 2009 – “Evitare un’indistinta melassa tra politica e amministrazione”. Con queste parole il direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia-Romagna, Marcello Limina, ha ribadito come la pensa riguardo ai presidi che rilasciano propri pareri politici. Nello specifico, Limina è tornato sul caso della prof. Daniela Turci, dirigente scolastico e consigliere comunale del Pd, rea di aver fatto andare su tutte le furie, con le sue dichiarazione anti Gelmini, l’onorevole del Pdl Garagnani. Indignato l’ex Dc aveva scritto una lettera all’Ufficio Scolastico Regionale, trovando la comprensione e il sostegno di Limina. “Va assicurata l’imparzialità dell’amministrazione” e “i pubblici impiegati sono al servizio della Nazione” sono state le parti della Costituzione citate nella nota di Limina per spiegare la sua posizione. Ma se prima di tutto bisogna essere al servizio della Nazione “perché il dott. Limina non abbia agito nell’ambito delle sue competenze riferendo a Roma” si chiede il segretario del Pd bolognese Andrea De Maria. Garagnani “ha ritenuto di relazionare sul suo operato ad un parlamentare di maggioranza che non mi risulta essere un ministro o un funzionario del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca”, prosegue il comunicato di De Maria.Sul tema della libertà di espressione è intervenuto anche Ignazio Marino, candidato alla segreteria del Partito democratico. "Ho letto che il ministro Gelmini ha espresso pubblicamente il proprio sostegno alle dichiarazioni del direttore dell’Ufficio scolastico regionale emiliano-romagnolo che ha censurato i presidi intervenuti per criticare le politiche scolastiche del Governo”, ha detto Marino nel corso di una conferenza stampa a Reggio Emilia. “Ecco il segnale – ha proseguito – della scarsa cultura di governo espressa dall’Esecutivo in carica. Invece di ascoltare le esigenze dei presidi, degli insegnanti e del mondo della scuola, preoccupato delle conseguenze di una politica di tagli, il ministro utilizza metodi discutibili di censura”.Secondo Marino, “anche sulla scuola, il Pdl vuole limitare la libertà di pensiero e di parola. Si preoccupino piuttosto del merito delle questioni e mettano la scuola italiana nelle condizioni di offrire un servizio di livello europeo alle famiglie e agli studenti del nostro Paese – ha chiesto -. Su questo è davvero tempo di una rivoluzione nella visione d’insieme della scuola che il Pd deve saper attuare, a partire da una straordinaria mobilitazione che coinvolga insegnanti, studenti, famiglie, associazioni”.

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