Scuola. C’era una volta l’eccellenza dell’E-R


BOLOGNA, 13 MAG. 2011 – La coperta è già da anni che è corta. L’organico di insegnanti al lavoro in Emilia-Romagna non è sufficiente per seguire l’attuale popolazione scolastica. Un numero di studenti in aumento costante. Di un’iniezione di nuovi docenti ce ne sarebbe un vitale bisogno. Lo sa bene la Flc-Cgil, sindacato dei lavoratori della scuola. A Bologna, alla sede regionale, non è proprio andato giù il trattamento di favore ottenuto dalla Lombardia, regione alla quale, grazie a un decreto specifico, sono stati assegnati di botto 400 posti di docenti aggiuntivi."E a noi? Non diciamo che non andavano incrementati quei posti. Ma i criteri devono essere oggettivi e trasparenti. Altrimenti è propaganda e clientelismo". A parlare è il segretario regionale, Raffaella Morsia, che si dice pronta a tutto pur di far tornare l’Emilia-Romagna allineata ai parametri nazionali. "Servono mille docenti, se sarà necessario andremo anche per vie legali."Il sindacato, in una conferenza stampa, ha fatto il punto sulla situazione dei docenti e del personale Ata in regione. Una situazione che rischia di diventare sempre più critica compromettendo quella che è stata per anni un’eccellenza a livello nazionale."Nell’ultimo rapporto di Tuttoscuola – ha detto il segretario – l’Emilia-Romagna è passata dal primo al quarto posto nella classifica delle scuole. Negli ultimi dieci anni abbiamo avuto la crescita della popolazione scolastica più alta d’Italia: +26%, pari a 107 mila unità. La media nazionale è del +3,4%. A questo non sono corrisposti adeguamenti degli organici, anzi. Qui ci sono il 6,5% degli studenti e solo il 6,3% dei docenti nazionali. Solo per il riallineamento occorrono almeno mille insegnanti". Il sindacato non chiede un trattamento di favore, ma semplicemente di ricevere quanto le altre regioni: "Fino a qualche anno fa il nostro tasso di dispersione era prossimo allo zero. Ora è cresciuto del 2,4%. Un dato che non è indipendente dal rapporto alunni/docenti e al numero di alunni per scuola che sono i più alti d’Italia. E – ha concluso – al fatto che al nord ci siano il doppio dei precari rispetto al sud". Il sindacato (insieme alle altre sigle del mondo della scuola) incontrerà il 19 il dirigente dell’Ufficio scolastico regionale per chiedere un forte impegno da parte sua ("Aveva riconosciuto l’insufficienza dei posti assegnati, vediamo come si è mosso"). Che si unisca a quello chiesto a Regione Emilia-Romagna ed enti locali per fare fronte comune contro questo "trattamento iniquo che rischia di compromettere il nostro sistema".In particolare proprio agli enti locali il sindacato chiede di "non essere complici del governo: non si può rispondere al taglio del tempo pieno e prolungato con servizi come i doposcuola: dobbiamo sostenere la scuola. Altrimenti si fanno scelte adattive". La Flc ha detto di non escludere anche la via giudiziaria come è già stato fatto, ricorrendo al Tar, per il tempo pieno.

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