Scuola: bocciati, ma solo in parte, i tagli della Gelmini


3 LUG. 2009 – L’onda delle Regioni scalfisce le politiche di risparmio sulla scuola. Circa un mese fa otto Regioni (Emilia Romagna, Piemonte, Toscana, Lazio, Puglia, Campania, Basilicata e Sicilia) hanno presentato ricorso alla Corte Costituzionale contro i tagli alla scuola imposti dal ministro Gelmini. Al centro delle contestazione da parte delle Regioni la competenza in materia di scuola. Dove finisce il potere del governo nazionale e dove inizia quello dei governi regionali.La Corte ha sentenziato che lo Stato, più precisamente il ministero della Pubblica Istruzione, non può ridimensionare la rete scolastica sul territorio perché si tratterebbe di un’invasione in un campo le cui decisioni spettano alle Regioni. Da qui l’incostituzionalità, e quindi anche l’illegittimità, di alcune norme del decreto sviluppo del giugno 2008, la cosiddetta manovraestiva di un anno fa. Per le Regioni si tratta di una vittoria. I punti dichiarati incostituzionali sono due. Il primo riguarda “la definizione – si legge nella sentenza depositata ieri – tramite regolamento ministeriale di criteri, tempi e modalità per ridimensionare la rete scolastica”. Il secondo “l’attribuzione anche allo Stato (e non soltanto alle Regioni e agli enti locali) delle misure necessarie a ridurre i disagi causati dalla chiusura o accorpamento di scuole nei piccoli comuni”. Secondo Vasco Errani la decisione della Corte conferma “ gli interrogativi e i problemi che le Regioni avevano sollevato in relazione al dimensionamento della rete scolastica”. La deputata del Pd Manuela Ghizzoni commenta con soddisfazione il colpo subito dal disegno del ministro: “La Gelmini e tutto il governo davanti alle proteste e ai rilievi dell’opposizione e del mondo della scuola non si sono mai fermati. Ora questa tracotanza trova una netta battuta d’arresto”. Una frenata che secondo la senatrice del Pd Mariangela Bastico impedisce alla Gelmini “di imporre con proprio regolamento la chiusura delle scuole. E’ quindi una vittoria dei bambini e delle famiglie che potranno fruire della presenza scolastica anche nei comuni più lontani e disagiati. Le regioni hanno tutelato la propria competenza giuridica e insieme la propria cittadinanza. Quest’anno gli 80 milioni di euro che il ministro intendeva realizzare con questi tagli non potranno essere attuati”.

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