“Scrivere e cantare di mafia serve a sconfiggerla”


CASALECCHIO (BOLOGNA), 29 NOV 2009 – Sconfiggere la mafia parlandone, scrivendo e cantando: questa l’idea di fondo di ‘Politicamente Scorretto’, giunto quest’anno alla quinta edizione e tenutosi alla Casa della Conoscenza del Comune di Casalecchio.L’assalto multimediale alle cosche parte da qui, grazie all’iniziativa ideata e organizzata dallo scrittore noir Carlo Lucarelli. Per la prima volta quest’anno c’è stato il collegamento in diretta con Faenza, che da anni ospita il Mei, il meeting delle etichette indipendenti. "Viene naturale, strano che non ci abbiamo pensato prima, siamo cugini – spiega Lucarelli – Noi scrittori, soprattutto di noir, e loro, musicisti, facciamo la stessa cosa. Prendiamo un po’ di stimoli dalla società e cerchiamo di raccontarli, in parole, con la musica. Ci sono alcune realtà – Lucariello, gli ‘A67, i Kosanost – che fanno come l’hip hop quando racconta le gang di Los Angeles. Danno voce a realtà metropolitane come la camorra per spiegarle, e decifrarle. E quindi combatterle". Lucarelli, celebre per libri, trasmissioni e sceneggiati Tv, in marzo ha lanciato l’appello ‘I soldi per la cultura ci sono, stanno nel forziere dei pirati. Usiamoli’. Dai beni confiscati insomma "i denari per fare le cose giuste". Con lui c’é don Luigi Ciotti di Libera. A Faenza, tra gli altri, Salvatore De Siena (Il Parto delle Nuvole Pesanti), Massimo Ghiacci (Modena City Ramblers), Danilo Chirico (scrittore e fondatore Stop ‘Ndrangheta), Lucariello (musicista, autore di ‘Cappotto di Legnò), Marco Ambrosi (Ramsazizz). Il feeling è forte. Il momento è caldo, con i pentiti di mafia alla ribalta e il premier Berlusconi che strozzerebbe chi ha scritto La Piovra e si dice indignato degli attacchi: "Se c’é un governo che più di tutti ha fatto della lotta alla mafia uno dei suoi obiettivi più netti e coerenti, questo è il mio". Una folla è venuta a seguire gli eventi a cui partecipano anche il procuratore aggiunto di Palermo Roberto Scarpinato, la vedova di Libero Grassi Pina Maisano, lo scrittore-parlamentare Gianrico Carofiglio, l’attore ‘sotto scorta’ Giulio Cavalli, il direttore dell’Unità Concita De Gregorio ("quando scrivo di mafia, perdo 5.000 copie", ammette), Giada Li Calzi, Fondazione Progetto Legalità. Don Ciotti replica al premier: "Bisognerebbe sempre misurare le parole. Soprattutto chi ha un ruolo pubblico. Ci sono parole che offendono, dividono, creano tensione. Altre aiutano a riflettere, uniscono. Ci vuole rispetto. Ci sono brutti segnali, lo scudo bucato (ironia sullo scudo fiscale, ndr), il mancato commissariamento del Comune di Fondi, le intercettazioni. Sono segnali che le maglie si allargano. Bisogna fermarsi e riflettere, ci vuole coerenza tra il dire e il fare". E poi l’attacco al Ponte sullo Stretto: "Non unisce due coste ma due cosche. Non ci sono soldi? E allora perché non destinarli ad altre priorità. Quel ponte rinviamolo un attimo: servono asili, scuole, ferrovie, strutture che diano il senso della comunità. Ci vuole coerenza tra il dire e il fare".

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