Scontro in assemblea regionale sui fratelli Cervi


© Telereggio7 OTT 2009 – ‘Viva i Fratelli Cervi’: hanno risposto così, esibendo in aula alcuni cartelli, una dozzina di consiglieri regionali della maggioranza (Pd, Prc, Ps, Pdci e Sd) all’ennesima contestazione della storia della Resistenza da parte del consigliere reggiano Fabio Filippi (Fi-Pdl).Filippi, che negli anni si è fatto difensore della memoria e delle famiglie degli uccisi dai partigiani nel dopoguerra, stavolta era intento a contestare, con una interrogazione, la commemorazione dei sette fratelli Cervi spostata, il 27 dicembre 2008, dall’abituale Museo Cervi al poligono di tiro di Reggio.Filippi ha risposto alla protesta della maggioranza (‘La cosa era evidentemente preparata, non mi turba’) e spiegato a gran voce che secondo lui andrebbero commemorati ‘tutti i morti’. Quindi ha intimato alla Giunta e alla maggioranza che non si può ‘politicizzare tutto, anche lo sport’ usando il poligono. Immediata la reazione del presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, presente in aula: ‘Lei consigliere deve rispetto a questa Giunta – ha rilevato Errani – e a tutte le persone che siedono in quest’aula. Le sue parole sono offensive e se le riporta a casa. La storia non può essere riscritta – ha aggiunto – nemmeno da un’autorevole storico come lei’.Il consigliere ha voluto replicare al governatore, dando vita a un acceso botta e risposta in nome dei ‘sentimenti da rispettare’ invocati da entrambe le parti. Poco prima, i consiglieri di maggioranza, tutti in piedi dietro ai banchi con i cartelli in mano, erano stati ripresi dalla presidente dell’Assemblea regionale, Monica Donini, che li ha invitati a desistere. I consiglieri hanno ottemperato ma hanno anche deciso in blocco di uscire dall’aula.Il capogruppo del Pd, Marco Monari, ha poi commentato: ‘Se il consigliere Filippi, e ovviamente tutti noi consiglieri, possiamo permetterci di discutere democraticamente in quest’aula, lo dobbiamo al sacrificio dei tanti come i fratelli Cervi che hanno dato la loro vita per ridare dignità e libertà a questo Paese’.

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