Sciopero in vista per i lavoratori Enia


REGGIO EMILIA, 13 GEN. 2010 – Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato per l’intera giornata di lunedì 18 gennaio lo sciopero dei 2400 dipendenti del gruppo Enia, la multiutility che serve le province di Piacenza, Parma e Reggio Emilia per acqua, gas, luce e rifiuti. La protesta si inserisce in un contesto di grandi cambiamenti per tutto il settore, ma in particolare per Enia, impegnata in un percorso di fusione con la multiutility ligure e piemontese Iride, sulle cui sorti, però, i sindacati denunciano la mancanza di un confronto e di informazioni. Una situazione che, si legge nel comunicato, “non consente alle Rappresentanze sindacali dei lavoratori di affrontare i temi fondamentali della qualità del servizio e del ruolo e contributo dei lavoratori di Enia in una fase di così impegnativo cambiamento degli assetti aziendali”.A modificare ulteriormente la composizione societaria ci pensa anche il decreto del Governo, convertito in legge lo scorso novembre, che impone la messa a gara dei servizi pubblici locali con un consistente assottigliamento delle quote azionarie in mano pubblica delle società che li gestiscono (non più del 30% potrà rimanere agli enti locali). “Non è evidente né oggetto di confronto sindacale – si legge nella nota – come l’Azienda si strutturerà per affrontare in modo adeguato questo difficile passaggio che inciderà indubbiamente sulla qualità del servizio, sui costi per l’utenza, sulla sicurezza e sull’occupazione.Già ora sono evidenti diversi problemi dal punto di vista della situazione lavorativa. “Pur in assenza delle linee attuative del progetto industriale nato dalla incorporazione con Iride, Enia ha iniziato a riorganizzare le proprie attività con un incremento dell’utilizzo degli appalti, con il blocco delle assunzioni stabili, anche già concordate, ed un maggiore ricorso ad assunzioni precarie. Tutto questo eludendo corrette e costruttive relazioni sindacali, non applicando quanto previsto dal Protocollo delle Relazioni Industriali e dai Contratti Nazionali di Lavoro”, sottolinea la nota dei sindacati.

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