Sciopero della fame alla Cnh


IMOLA (BO), 24 AGO. 2009 – Sarà un po’ lo spirito di emulazione nei confronti degli operai della Innse di Milano, fieri di avere difeso e salvato la loro fabbrica. Sarà che da settimane si attende che il ministro Scajola dica se vuole o no venire a Imola. Fatto sta che un dipendente della Cnh di Imola ha iniziato lo sciopero della fame contro il piano di chiusura dello stabilimento di via Selice. Si chiama Guido, è della provincia di Ferrara e da 9 anni lavora nell’azienda del gruppo Fiat. I suoi colleghi sono piuttosto preoccupati, lo giudicano un po’ troppo mingherlino per sostenere questo tipo di dimostrazione. Hanno paura che potrebbe non reggere ai tempi del nostro governo.La protesta di Guido è indirizzata soprattutto “contro la mancata convocazione di un tavolo di confronto da parte del ministro Scajola, richiesto dai sindacati e dalla Regione”, spiega Paolo Stefani, segretario generale della Fiom Cgil di Imola. “Sono trascorsi due mesi esatti – ha aggiunto Stefani – dall’inizio del presidio dei lavoratori davanti allo stabilimento, e la protesta ora si sta alzando di tono, perché Fiat non si è spostata di un millimetro dalla sua posizione dopo l’annuncio della decisione unilaterale di chiudere il sito produttivo imolese”. Per Stefani, “è pesante tra i lavoratori della Cnh l’incertezza sul futuro che li attende. Non appena Guido ci ha comunicato l’intenzione di non nutrirsi più e di restare per tutto il tempo nella tenda del presidio di via Lasie, ci siamo attivati per tutelare la sua salute”.

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