Sciopero Cgil: l’Emilia-Romagna c’è


BOLOGNA, 10 MAR. 2010 – Lo sciopero nazionale indetto dalla Cgil per venerdì 12 marzo sta raccogliendo numerose adesioni in tutta l’Emilia-Romagna. Oltre agli annunci di disservizi o limitazioni provocate dallo stop dei lavoratori. In particolare, per la Cgil di Ravenna "la crisi non è alle spalle e la Cgil continua a denunciare la latitanza del governo di fronte alla recessione", ha spiegato il segretario provinciale Marcello Santarelli sottolineando poi che non a caso la manifestazione prevista a livello provinciale si terrà a Faenza, "in una delle aree maggiormente colpite dalla crisi" con circa 6.000 lavoratori in cassaintegrazione dall’inizio dell’anno. Ma al centro della mobilitazione di venerdì la Cgil ha messo il tema fiscale. E nei dati presentati dal sindacato, l’Emilia-Romagna, pur virtuosa in molti campi, risulta la settima regione in Italia nella classifica dei territori più diseguali, dove cioè il reddito è più concentrato. E se si guarda la pressione fiscale in rapporto alla ricchezza prodotta, il divario è tra i pù alti. La Cgil calcola un margine di potenziali ulteriori entrate fiscali del 17% per l’Irap, del 5,5% per l’addizionale Irpef regionale e del 6,3% per quella comunale. Il sindacato chiede poi di sgravare il lavoro dipendente e le pensioni, e per farlo proprone conme soluzioni la lotta all’evasione, le detrazioni di imposta, una riforma delle aliquote Irpef e un’imposta sui grandi patrimoni.Adesione allo sciopero anche dal Prc dell’Emilia-Romagna. "Chiediamo il blocco dei licenziamenti – ha detto Nando Mainardi, segretario regionale del partito – l’estensione degli ammortizzatori sociali a tutti i lavoratori e l’ampliamento della loro durata, l’aumento dei salari e delle pensioni, l’abrogazione della Bossi-Fini e l’abolizione del reato di clandestinità". A sostegno della mobilitazione anche la consigliera regionale del Pd Laura Salsi: "Ritengo giusto dare vita a questa mobilitazione tesa a richiamare il governo al suo dovere di fare qualcosa per sostenere il Paese: serve un fisco più giusto per lavoratori e pensionati, come detta la nostra Carta Costituzionale; serve un richiamo forte al governo per una risposta vera ai bisogni dei lavoratori e dei pensionati che sono sempre più in difficoltà". Intanto il Comune di Bologna ha confermato, con una nota, che verranno rispettati gli accordi sulle norme di garanzia per il funzionamento dei servizi pubblici essenziali. Idem negli ospedali e nelle strutture dell’Asl di Reggio Emilia che ha assicurato le prestazioni urgenti (stessa cosa per l’Asl di Cesena), mentre le altre attività potranno subire riduzioni per effetto dello sciopero. Possibili disagi per gli utenti dei trasporti pubblici a Reggio. Come fa sapere l’Act, l’azienda del trasporto pubblico cittadino, il personale addetto al trasporto si asterrà dal lavoro dalle 17.30 fino alla fine del turno, mentre gli addetti agli impianti fissi (uffici e officine) sospenderanno le attività per tutto il giorno.A Bologna il corteo della Cgil partirà alle 9.30 dalle ex fonderie Sabiem. Sulla mobilitazione, però, pesa l’incognita maltempo: il sindacato, infatti, pur confermando per ora l’intero programma della protesta, valuterà l’evolversi della situazione meteorologica nelle prossime ore. Per venerdì sono previste anche cinque manifestazioni in paesi della cintura come Anzola, San Lazzaro, Zola Predosa, Castel Maggiore e Vergato. Il corteo si muoverà interamente in periferia, un modo secondo il segretario Cesare Melloni per "avvicinare il più possibile la manifestazione ai luoghi di lavoro". Dopo il concentramento nell’ex stabilimento di via Emilia Ponente, la manifestazione proseguirà fino all’Agenzia delle Entrate di via Nanni Costa. Una conclusione simbolica per Melloni, dato che tra i motivi dello sciopero c’é anche la richiesta di provvedimenti fiscali a vantaggio dei lavoratori e dei pensionati. Contemporaneamente al corteo si svolgerà un presidio della Flc-Cgil sotto l’Ufficio Scolastico Provinciale di via dé Castagnoli, dalle 11.30 alle 12.30. Al sit-in parteciperanno anche gli studenti. La mobilitazione riguarderà tutta la giornata per i lavoratori della scuola pubblica e privata e quattro ore per l’università, la ricerca e la formazione professionale. 

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