Schumacher torna in F1, ma tradisce la Ferrari


23 DIC. 2009 – Sarà strano, dopo tutti questi anni, non vederlo più vestito di rosso. In molti, dalle parti di Maranello, ci rimarranno male e lo accuseranno di tradimento, anche se quella resa pubblica oggi da Michael Schumacher è sicuramente una scelta detta dal cuore. Bisogna ammettere che per ingannare la noia della pensione, anche se di super-lusso, le ha provate tutte. Corse in moto, collaudatore, consulente Ferrari, collezionista di case da sogno. Ma, a tre anni dal ritiro, l’ex campione del mondo, ha deciso di ritornare in pista a bordo di una monoposto. E per farlo ha scelto ha scelto un marchio tedesco come lui, la Mercedes, accettando un’offerta triennale da 7 milioni di euro a stagione. Rotti gli indugi e messi da parte i dubbi della moglie Corinna, Schumacher è già al lavoro per recuperare dai problemi fisici e raggiungere la forma perfetta per il 14 marzo, quando in Bahrein partirà il Mondiale 2010 di F1. Del resto non aveva mai nascosto di sentire la mancanza delle gare. E qualche presenza al muretto della Rossa non poteva certo surrogare le emozioni di un gran premio. Non per un pilota la cui carriera è un compendio di record: sette titoli mondiali vinti (’94 e ’95 con la Benetton di Briatore che lo lanciò, cinque consecutivi dal 2000 al 2004 con la Ferrari), 250 gare corse, 91 vittorie, 154 podi, 68 pole e 76 giri veloci, 5096 tornate in testa."Mi sento come un ragazzino di dodici anni che saltella in giro – dice oggi il non più ex pilota – Dopo tre anni ho di nuovo le energie e mi sento pronto per qualcosa di importante. La concorrenza sarà molto forte, ma mi emoziona il fatto di esserci. La Mercedes rappresenta per me una nuova sfida personale e sportiva. Voglio vincere il Mondiale". E se il ritorno di Schumi è addirittura motivo di euforia per i gestori della Formula 1, che in lui vedono la gallina dalle uova d’oro per una stagione 2010 ricca di incognite, resta il grande rammarico dei tifosi ferraristi per la forzata rinuncia a prendere il posto di Felipe Massa, dopo l’incidente al gp d’Ungheria che bloccò il brasiliano nel luglio scorso. Un no che gli è pesato molto, ma i dolori al collo – ricordo della brutta caduta sul circuito di Cartagena, in sella ad una Honda 1000, risalente a febbraio – erano ancora forti e non gli permettevano di sopportare le sollecitazioni, soprattutto laterali, imposte da vetture così potenti. Dopo il ritiro nel 2006, Schumacher si è dedicato molto alle amate due ruote. Tutto ciò che è velocità lo attrae e qualche corsa l’aveva azzardata anche quando era ancora in F1. Test con la Ducati, la Ktm, il campionato tedesco Superbike. Qualche buon risultato, qualche incontro ravvicinato con l’asfalto – in Spagna il più grave – sufficiente a suscitare le perplessità di chi non si capacitava del perché uno uscito quasi indenne da 16 anni di Formula 1 e ormai ricco da non saper più dove mettere i soldi, rischiasse tanto in una disciplina che non è la sua. Alla sua attività motociclistica, Schumacher ha affiancato quella di consulente per la Ferrari, con l’esordio al muretto nel gp di Spagna del 2007. Poi ancora a Montecarlo ed in Canada, come assistente di Jean Todt. Sempre nel 2007 è anche tornato al volante di una Ferrari, a Barcellona, svolgendo test su una vettura priva del controllo elettronico della trazione, come previsto dal regolamento Fia per la stagione successiva, ottenendo comunque tempi eccellenti. Segno che il "manico" c’è ancora. Ora a Maranello, però, la delusione è forte. "Quello che la Ferrari doveva dire su Michael Schumacher lo ha detto il presidente Luca di Montezemolo giovedì sera, nella cena di auguri natalizi con la stampa. Comunque in bocca al lupo. Da oggi è un avversario e come tutti gli avversari proveremo a batterlo". Così il portavoce della scuderia di Maranello, Luca Colajanni. Montezemolo, che aveva molto ironizzato sul fatto che lo Schumacher vero è quello che ha corso per la Ferrari e che in Mercedes si cimenterà il gemello siamese, aveva anche detto di essere deluso dal tedesco ma che resteranno amici."Schumacher è la scelta migliore", ha detto Ross Brown durante la conferenza stampa. E’ stato lui a convincere il campione tedesco a tornare il Formula 1. Anche la moglie Corinna si era resa conto da tempo che la pensione di Michael era finita. "Ha notato un certo luccichio nei miei occhi", ha raccontato Schumacher. Nobert Haug, patron del team, ha raccontato un episodio, avvenuto nell’aprile del 1991. "Una sera parlavo sul balcone con Michael, che allora correva per la Mercedes Junior. Improvvisamente, senza esitare, disse: E’ ora che io vada in Formula 1". "Per me – ha aggiunto l’altro pilota della Mercedes, Nico Rosberg – è una grande sfida gareggiare con il migliore pilota di tutti i tempi".

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