Schiaffi a scuola, maestre sospese


BOLOGNA, 21 DIC. 2010 – Hanno un’esperienza pluriennale e sono tutte e due sposate, una con figli. Nessuno avrebbe potuto dubitare di loro, se non fossero arrivate le immagini registrate con le telecamere nascoste a confermare la denuncia dei genitori di tre bambini di 4 anni. Sono serviti solo pochi giorni al pm bolognese Simone Purgato per portare a termine l’inchiesta nei confronti di due maestre delle scuole materne Manzini di Piazza da Verrazzano, accusate di abuso di mezzi di correzione e disciplina. Per entrambe, infatti, è partito oggi l’avviso di fine indagine. Dal momento della notifica le due donne avranno 20 giorni di tempo per presentare memorie e chiedere di essere interrogate. Intanto però, il direttore del personale del Comune di Bologna ha preso un provvedimento di sospensione dal lavoro. Tutto è cominciato con le segnalazioni di alcuni genitori. Uno dei loro figli, dopo essere stato rimproverato perché non mangiava, una sera ha risposto: "Perché, se non mangio cosa fate, mi legate alla sedia come succede a scuola?". Un altro è tornato da scuola con i pantaloni scoloriti, raccontando che la maestra l’aveva chiuso in un ripostiglio buio e che lì si era rovesciato addosso una bottiglia con la candeggina. E un terzo sospetto è nato dopo una visita fatta da un bambino, che – secondo la testimonianza di un zio – da qualche mese era diventato aggressivo, alternando momenti in cui stava sulla difensiva. La dottoressa dell’Ausl a cui la famiglia aveva deciso di rivolgersi ha ritenuto opportuna la consulenza di una pedagogista, che ha capito che qualcosa non andava e ha segnalato il fatto anche alla scuola. Da qui sono dunque partite le indagini dei carabinieri della stazione Bertalia, suffragate da riprese video fatte per un paio di settimane con telecamere nascoste all’interno della scuola. Le due maestre dell’istituto Manzini sarebbero state filmate mentre davano schiaffi e strattonavano i bambini. Ora quindi l’ipotesi di reato a loro carico è l’abuso di mezzi di correzione e disciplina, previsto dall’articolo 571 del codice penale e che può portare ad una pena di sei mesi se non derivano lesioni personali. Non comporta però la possibilità di effettuare catture o attuare misure interdittive e nemmeno quella di informare il Comune, da cui la scuola dipende. Si tratta infatti di un reato che prevede la citazione diretta a giudizio da parte del pm, cioé si va a processo davanti al giudice monocratico senza il passaggio dall’esame del Gip.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet