Scatta lo “spesometro”


A partire da oggi, l’acquisto di qualsiasi bene che costi più di 3.600 euro iva inclusa sarà noto al fisco, che potrà quindi fare i suoi calcoli per capire se chi l’ha acquistato poteva effettivamente permetterselo. La prima scadenza del cosiddetto “spesometro” è prevista per oggi: riguarda banche e imprese, ovvero le entità economiche che liquidano l’Iva ogni tre mesi, mentre il 30 aprile sarà la volta degli operatori finanziari. Gli acquisti monitorati sono quelli effettuati tramite bancomat e carte di credito, quasi tutti in teoria visto che da qualche anno vige il divieto di pagare in contanti per importi superiori a mille euro. Lo “spesometro” aiuterà l’Agenzia delle Entrate a stimare la salute economica delle aziende, ma anche il tenore di vita dei singoli contribuenti, per scovare coloro che – numeri alla mano – hanno più soldi di quanti ne dichiarino al Fisco. La nuova legge impone di comunicare all’Agenzia delle Entrate sia le prestazioni rese che quelle ricevute, ad esempio tutte le vendite emesse con fattura o anche solo con lo scontrino fiscale. Gioielli e accessori di lusso, ma anche automobili e vacanze, verranno attentamente monitorati, così come le spese sostenute dalle imprese per l’acquisto di beni che siano difficilmente collocabili nel loro settore di competenza. Lo “spesometro”, insomma, invaderà quasi completamente la privacy degli italiani; ma gli esperti in materia fiscale assicurano che si rivelerà uno strumento decisivo nella lotta all’evasione, e nell’individuazione dei famigerati evasori totali.

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