Scatole e piastrelleAl via l’integrazione fra Ucima e Acimac


MODENA, 19 SET. 2011 – Intenzionate a migliorare i servizi per le imprese associate, l’associazione confindustriale che riunisce i costruttori di macchine per la ceramica e quella che raggruppa chi fabbrica macchine per l’imballaggio hanno deciso di aggregarsi. Acimac e Ucima hanno avviato un processo di integrazione che punta alla razionalizzazione delle loro strutture. E a tenere a battesimo il via libera, nella sede di Acimac a Baggiovara di Modena, c’era la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, che ha da sempre sostenuto l’operazione. Le due associazioni manterranno le loro autonome strategie e rappresentanze politiche, continuando ad essere guidate da due differenti presidenti (Pietro Cassani per Acimac e Giuseppe Lesce per Ucima) e da consigli direttivi autonomi. Ad essere integrati saranno, soprattutto, i servizi offerti agli iscritti. "Alle nostre assise di Bergamo del maggio scorso – ha detto la Marcegaglia – era emersa l’esigenza di semplificare la nostra struttura, riducendo i costi. L’unione serve per migliorare i servizi, ma anche per fare sempre di più rete fra le imprese. "Mi sembra poi, in questo caso, particolarmente positivo – prosegue Marcegaglia – che un esempio arrivi da due associazioni che rappresentano imprese leader nei loro settori. Non si tratta di imprese in difficoltà, ma di aziende forti che vogliono fare ancora meglio. E Acimac e Ucima possono rappresentare un esempio virtuoso per associazioni di altri territori e settori. Una logica di banale evidenza che andrebbe seguita in tutti gli ambiti, privati e pubblici, a cominciare dalla politica". Acimac e Ucima rappresentano direttamente oltre 200 aziende, dislocate in sei regioni, ma soprattutto in Emilia-Romagna e Lombardia. I due settori generano complessivamente 5,5 miliardi di fatturato annuo, realizzato da circa 500 aziende. A gestire l’integrazione è stato chiamato Paolo Gambuli, già direttore di Acimac.

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