Inalca, cassa integrazione per 50 dipendenti


Lo scandalo Burger King scoppiato in Germania potrebbe avere ripercussioni, seppure indirette, anche a Modena. Dietro la richiesta di cassa integrazione all’Inalca di Castelvetro – richiesta annunciata, ma non ancora ufficializzata – ci sarebbe infatti il calo delle vendite registrato sul mercato internazionale dalla famosa catena di hamburger, dopo che una televisione tedesca ha diffuso un reportage sulle pessime condizioni igieniche e lavorative di alcune filiali in Germania. Da qui la necessità per la società del Gruppo Cremonini, che di Burger King è grande fornitore, di rallentare la produzione di carni, almeno fino a quando i consumi internazionali non torneranno a salire. La cassa integrazione interesserà una 50ina di lavoratori del settore hamburger impiegati nello stabilimento di Castelvetro, che complessivamente conta 600 dipendenti. La durata prevista è di 13 settimane. La richiesta da parte dell’azienda sarà probabilmente ufficializzata lunedì, nell’ambito di un incontro in Confindustria con i sindacati. Alla Cgil di Modena intanto si valutano anche strade alternative. “ Si potrebbe provare a mitigare la misura – osservano dal sindacato – attraverso lo spostamento dei lavoratori interessati in altri settori oppure interagendo con il piano ferie che partirà a breve. Al momento però – puntualizzano – siamo ancora nell’ambito delle ipotesi”. Dall’Inalca intanto confermano la cassa integrazione, ma negano ogni collegamento diretto con lo scandalo tedesco di Burger King. “Si tratta di un calo solo momentaneo – dicono fonti aziendali – dovuto al raffreddamento della domanda da parte di alcuni clienti internazionali. In ogni caso non è un problema occupazionale”.

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