Scalata Unipol su Bnl: chiesto rinvio a giudizio per Consorte


7 APR. 2010 – Avrebbero violato il regolamento bancario rastrellando il 27% delle azioni della Bnl, quando la legge imponeva a un imprenditore o a un gruppo di possedere non più del 15% di una banca. E avrebbero commesso i reati di aggiotaggio, insider trading e ostacolo alle attività di vigilanza. Con queste accusa la procura di Roma ha chiesto il rinvio a giudizio per 21 persone fisiche e 16 società coinvolte nell’inchiesta sul cosiddetto "contropatto", vale a dire il gruppo di imprenditori e immobiliaristi che nel 2005 vendette le proprie quote di Bnl agli allora vertici di Unipol, il gruppo finanziario che voleva scalare la Bnl contrapponendosi agli spagnoli del Banco di Bilbao.Tra i personaggi che sono stati coinvolti nelle indagini, oltre all’ex presidente di Unipol Giovanni Consorte, il suo vice Ivano Sacchetti e l’ex governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio ci sono ci sono gli imprenditori Francesco Gaetano Caltagirone, Danilo Coppola, Stefano Ricucci, Giuseppe Statuto, Ettore e Tiberio Lonati, così come l’ex banchiere Gianpiero Fiorani.Le richieste di rinvio a giudizio arrivano a distanza di otto mesi dalla chiusura delle indagini, avvenuta il luglio scorso. Secondo gli inquirenti (il procuratore Giovanni Ferrara, l’aggiunto Nello Rossi e i pm Giuseppe Cascini e Rodolfo Sabelli), la movimentazione delle quote Bnl avrebbe determinato plusvalenze milionarie ai contropattisti e alterato il valore delle azioni dell’istituto di credito.

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