Scalata a Parmalat, si indaga per due reati


11 MAG. 2011 – Guadagnare in Borsa grazie a informazioni sconosciute al mercato. E’ il reato di insider trading, quello ipotizzato dalla procura di Milano nell’ambito della vicenda della scalata di Lactalis a Parmalat. Una presunta violazione che va ad aggiungersi a quella di aggiotaggio, già scritta nel fascicolo d’indagine aperto il 25 marzo dal Pm Eugenio Fusco.Su mandato della procura, la guardia della Finanza di Milano ha perquisito stamattina una serie di società, tutte al centro della scalata francese al gruppo di Collecchio. Nel mirino sono finite Credit Agricole e Societé Generale, ovvero due delle banche che hanno garantito in aprile il finanziamento con cui Lactalis ha lanciato l’offerta di pubblico acquisto sull’intero capitale di Parmalat dopo essere salita al 29,9%, soglia oltre la quale l’Opa diventa obbligatoria. Anche Lazard, Banca d’affari di origine francese ma radicata negli Stati Uniti, è stata perquisita. Così come sue società di comunicazione: la Brunswick e la Image Building.Ma ce n’è anche per Banca Intesa, protagonista della contro cordata di italiani che avrebbe dovuto contrastare l’avanzata francese. I militari del nucleo valutario sono entrati nella sede dell’istituto italiano. Indagato per insider trading è il dirigente Fabio Cané, mentre la moglie Patrizia Micucci (Socgen) è stata iscritta nel registro degli indagati per aggiotaggio.

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