Sassuolo. Severi contro il burqa


SASSUOLO (MO), 16 SET. 2010 – Severi contro il burqa. Sembrerebbe uno slogan e invece è il riassunto della dichiarazione di un assessore di Sassuolo, Comune che vuole emulare il divieto francese al velo integrale. A voler mettere a punto un ordinanza anti-burqa è la titolare delle pari opportunità Claudia Severi, esponente del Partito delle Libertà con un posto anche da consigliere in Provincia. Il provvedimento che il sindaco sceriffo Caselli dovrebbe in un futuro prossimo firmare, avverrebbe "nell’attesa che venga finalmente approvata la legge nazionale", fa sapere Severi. All’assessore sassolese sono brillate le pupille nel vedere approvata in Francia la legge che vieta alle donne di indossare il burqa o il niqab in strada e nei luoghi aperti al pubblico. Un testo che verrà sottoposto nelle prossime settimane a un ricorso presso il Consiglio costituzionale. Pazienza se in Francia la principale critica rivolta al provvedimento sta nel fatto che riguarda un ristretto numero di persone (difficile da definire), costrette magari, d’ora in avanti, a stare rinchiuse del tutto in casa.A Sassuolo nessuno ha mai visto passare una donna col velo integrale, ma la cosa è un dettaglio di poco conto. L’importante è arrivare addirittura prima di un disegno di legge che venerdì esponenti del Pdl e della Lega Nord vogliono presentare in Parlamento. Un provvedimento che sarebbe comunque un doppione, così come lo sarebbe l’ordinanza di Sassuolo, visto che in Italia esiste già una legge (la n. 152 del 22 maggio 1975), che stabilisce: "E’ vietato l’uso di caschi protettivi, o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona, in luogo pubblico o aperto al pubblico, senza giustificato motivo".

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