San Marino: disavanzo a 24 mln, preoccupa la liquidità


La Repubblica di San Marino intravvede la ripresa e punta sullo sviluppo, attraverso nuove opere infrastrutturali che coinvolgano investitori esteri. Il segretario di Stato per le Finanze, Claudio Felici, illustra in commissione il Programma economico 2015, sottolineando che cominciano a sentirsi gli effetti delle intese siglate con l’Italia e dell’uscita dalla black list. Così il consuntivo 2013, “ancora provvisorio”, prevede un disavanzo di 24,3 milioni di euro, quando in sede di assestamento era a 33 milioni. “Il debito per mutui e finanziamenti e” di 176 milioni, cui aggiungere il debito dei residui, il totale è di 299 milioni di euro”. Il Pil sarò in calo anche nel 2014, dell”1%, ma “c’è un rallentamento della discesa fino all’azzeramento”. E i primi dati delle imprese nel 2014 “fanno pensare in un inversione di tendenza”. Sono infatti cresciute di 28 unità. Segnali positivi anche sul fronte disoccupazione: “C’è una leggera diminuzione, di 179 unità, da inizio anno”.

 

 

Per il 2014 le linee guida, prosegue Felici, saranno dettate dallo sviluppo, ma “non vengono abbandonate le politiche di contenimento” del disavanzo del bilancio e della spesa pubblica. Il sistema del welfare non verrà toccato ma a preoccupare è la gestione della liquidità, “un punto complicato. La diminuzione al 31 maggio è del 14,45% rispetto allo stesso periodo del 2013. C’è la necessità di ripristino di una parte delle riserve. Questo è un elemento centrale”. Certo con la normalizzazione dei rapporti bilaterali in corso ci sono “un’onda positiva” e “un’attenzione diversa” verso la repubblica. Infatti “ci sono già imprese interessate a investire a San Marino, ma lo Stato deve fare da traino per moltiplicare le energie economiche, deve recuperare risorse per immettere nel mercato nuove finanze per fare partire le iniziative economiche”. Diverse le possibilità, dalla ricapitalizzazione della Cassa di risparmio ai fondi pensione. Ma governo e maggioranza puntano anche a un “finanziamento estero, non erogato dal Fmi o da organismi sovranazionali, ma da soggetti interessati a investire nel nostro Paese, a produrre opere. L’esempio di un’amministrazione che investe nel Paese con nuove risorse è un esempio concreto per tutti gli operatori privati che sul Titano si riparte”.

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