Salvezza, il Bologna si affida a Di Vaio


11 MAG. 2009 – Chi lo sa se il risultato ottenuto contro il Torino, in trasferta, 1-1, sarà decisivo per il Bologna? Tenendo pure conto che decisivo ha un doppio significato. Può voler dire che il passo è importante se i rossoblu vinceranno in casa le due partite a loro disposizione, ottenendo pure qualcosa a Verona Chievo. Oppure che il passo è stato troppo corto se perderanno altri colpi al Dall’Ara non riuscendo quindi a raggiungere la quartultima posizione, quella della permanenza in A. Venendo al sodo, le tre partite finali della stagione, le prossime tre, sono da vivere e da soppesare una alla volta, soprattutto per l’incrocio dei risultati che possono interessare le 4 pericolanti.Certo è che Torino–Bologna ha documentato che la posizione occupata dalle due squadre non è immeritata. Gioco del calcio, in una forma accettabilmente lucida e dignitosa, non se ne è visto. Nei due tempi quasi esclusivamente schermaglie tattiche e un continuo duello fisico ed agonistico, con trame continuamente spezzettate e uno spessore tecnico veramente minimo. Si dirà che la posta in palio era troppo alta. Ma è altrettanto vero che un giudice neutrale, a causa della povertà complessiva della partita, non saprebbe a chi assegnare il successo e opterebbe per il pari, come puntualmente avvenuto.Un pari, in realtà, che a Bologna fa storcere la bocca, perché il rigore che ha determinato il gol dei granata è parso molto generoso, un quasi regalo per gli avversari. Forse è andata proprio così, il fallo da penalty non c’era, ma bisogna anche aggiungere che il primo tempo ha segnato una netta prevalenza torinista. Non solo, perché il Bologna è parso a lungo in notevole difficoltà e, ai punti, lo svantaggio non gridava vendetta. Ma nel calcio non ci sono verdetti ai punti. E il Bologna ha imboccato la ripresa con generoso sforzo per non farsi più schiacciare e per agguantare almeno il pareggio,con idee certo non brillantissime, però non inferiori a quelle del Torino. Nel senso che ha spinto in avanti assai di più che nel primo tempo e che specialmente l’ingresso di Osvaldo ha movimentato un tantino le sue geometrie, rendendosi abbastanza più incisivo e comunque stazionando con una certa continuità nelle vicinanze dell’area granata. Fino al punto che l’ex viola, a tre minuti dal termine, ha ottenuto un rigore che ha voluto dire il sospirato punticino. Osvaldo è stato spesso criticato e non ha certamente, coi miglioramenti messi in mostra, superato tutti gli handicap che gli si sono imputati. Da lui ci si attende molto di più e sarebbe grasso che cola per il Bologna se lo facesse vedere nello scampolo di campionato che rimane da disputare.Chi non finisce mai di stupire positivamente, invece, è Marco Di Vaio. Nonostante l’enorme importanza di quanto stava per accadere, è andato sul dischetto con la freddezza del campione esperto, a trasformare il rigore appunto con un tiro perfetto, come se non avesse mai fatto altro. Le sue reti sono 22, i rigori segnati 6, tutti quelli tirati, e continua ad essere il capo cannoniere della serie A. Cosa si vuole di più? E’ sicuramente lui la polizza cui il Bologna si affida per risolvere in bene i suoi grandi problemi tecnici e di classifica. Vogliamo pensare che continui a farlo anche domenica prossima, Bologna–Lecce, un ulteriore spareggio salvezza.

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