Saldi, regge un’impresadi abbigliamento su due


MODENA, 9 FEB. 2012 – Dopo un mese di saldi, arriva il primo bilancio sull’andamento delle vendite di fine stagione. Lo traccia la Federazione Moda Italia dell’Emilia-Romagna attraverso i dati emersi dall’indagine condotta dal suo Centro Studi sulle imprese commerciali del comparto abbigliamento e calzature di tutta la regione. Solo per il 48% degli operatori intervistati la spesa in saldo rispetto all’anno scorso risulta stabile o in lieve aumento, e la valutazione generale sulle vendite, tenendo conto della situazione critica per l’economia e le famiglie italiane, evidenzia in Emilia Romagna un andamento modesto, anche se non del tutto negativo. Quasi la metà degli intervistati, per i quali il raffronto con lo scorso anno è negativo, indica nella crisi economica il motivo principale della contrazione dei consumi nel periodo dei saldi, a cui si associa la concorrenza di altre formule commerciali, in particolare della grande distribuzione e degli outlet. Inoltre, pur essendo fuori rilevazione, sono state sottolineate quale ulteriore criticità le avverse condizioni meteo degli ultimi giorni, che hanno creato non pochi disagi a imprese e consumatori e hanno frenato lo shopping. A livello aggregato, per il 52% degli operatori intervistati, la clientela, anche nei saldi, è molto attenta al prezzo, per il 38% si limita a comprare solo lo stretto necessario. Il 14% degli operatori inoltre precisa che molti acquistano quasi esclusivamente durante i saldi. Circa la metà degli operatori intervistati recuperano nei saldi una quota anche superiore al 20% del loro fatturato. Questo sbilanciamento tra vendite in stagione e saldi desta qualche preoccupazione in termini di redditività delle strutture, soprattutto alla luce della reale efficacia delle vendite in saldo. La spesa media pro-capite a livello regionale si attesta sui 97 euro, soglia superata solo nelle province di Bologna, Parma, Modena, Ferrara e a Faenza (Ravenna), per le quali il dato medio supera leggermente i cento euro di soglia psicologica del consumatore, senza tuttavia discostarsi troppo.

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