Saldi: in E-R tengono, per molti unica occasione shopping


Per il 45% dei negozianti dell’Emilia-Romagna le vendite coi saldi ‘tengono’ rispetto all’anno scorso, e addirittura per un 10% (+2% sul 2013) aumentano. Per il 45% degli operatori crescono poi le vendite di prodotti di fascia media. Anche se resta una grande attenzione dei clienti alla qualità: per il 18% dei commercianti comprano poi quasi esclusivamente nei saldi. E’ l’analisi dell’andamento delle prime due settimane dei saldi per da Confcommercio con una indagine del Centro studi Iscom. Rispetto all’ultimo triennio c’è un lieve miglioramento dell’andamento delle vendite, soprattutto per l’abbigliamento (dove le vendite sono aumentate per il 14% degli intervistati). La scelta d’acquisto è sempre più razionale: la clientela è più attenta alla spesa (a detta del 53% dei negozianti), verifica attentamente il prezzo scontato (21%) e compra solo lo stretto necessario (36%). Tra i prodotti più venduti t-shirt, magliette e abiti estivi; ma sono le scarpe sportive di marca il prodotto-moda dell’estate. In lieve aumento sul 2013 la spesa media pro-capite durante i saldi, a 78 euro (e arriva ad 83 euro circa per l’abbigliamento e le calzature). Considerando che il nucleo medio familiare in Emilia-Romagna è composto mediamente da 2,2 componenti la spesa per famiglia durante questi saldi si attesta su 175 euro. “Di fronte al cambiamento strutturale del mercato – commenta Pietro Fantini, direttore di Confcommercio Emilia-Romagna – i saldi rappresentano ancora un momento importante per le nostre imprese, che rispondono ai mutamenti delle abitudini di acquisto con un approccio personalizzato alla clientela e servizi di qualità. In questo senso i saldi sono anche un’opportunità per sperimentare nuove forme di comunicazione e di promozione dell’offerta”.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet