Sahid Belamel, ragazzo ucciso dall’indifferenza


FERRARA, 16 FEB. 2010 – Razzismo? No, indifferenza. E’ una storia di ordinaria incivile crudeltà quella di Sahid Belamel, il ragazzo di origine marocchina trovato in fin di vita domenica mattina in zona Diamantina a Ferrara e poi morto poco dopo il trasporto in ospedale. Una telecamera a circuito chiuso di un capannone della zona ha ripreso le ultime tre ore della sua vita. Lo si vede stremato, in preda a un malore, lungo il bordo della strada fare cenni in richiesta di aiuto. E si vedono le automobili passargli accanto. Ma nessuno si ferma. Nessuno nemmeno telefona al 118. Tutti fanno finta che sia un fatto normale vedere una persona in mutande con una temperatura di meno tre gradi alle cinque del mattino barcollare nella prima periferia ferrarese. Il filmato mostra Sahid appoggiarsi un attimo a un palo, un ultimo gesto rivolto ai passanti in auto, poi il crollo a terra. Da qui inizia a trascinarsi lentamente sull’asfalto. Percorre 70 metri durante i quali si procura profonde abrasioni alle ginocchia. Poi si ferma, restando immobile al freddo nel posto in cui dopo tre ore verrà trovato da una guardia giurata della Securpol. Oggi gli inquirenti hanno cercato di mettere insieme altri elementi che possano fare luce sulla vicenda. I vestiti del ragazzo sono stati trovati in un canale poco distante dal luogo in cui si era accasciato al suolo. Secondo una prima ricostruzione della squadra mobile Sahid ha perso l’equilibrio, è caduto nel fossato e si sia poi tolto gli abiti bagnati, restando nudo nel gelo della notte. Tutti elementi che rafforzano l’ipotesi del malore. Fin da subito gli inquirenti hanno escluso la pista dell’omicidio: il fascicolo dell’inchiesta è classificato come "atti relativi" e al momento non ci sono indagati né ipotesi di reato. La squadra mobile in queste ore sta ascoltando i coinquilini e gli amici del ragazzo (che non aveva precedenti a parte qualche guaio con la Bossi-Fini) per ricostruire le sue ultime ore. A qualcuno aveva confidato di volere passare il sabato a divertirsi, a passare – come era solito dire – "una seratona".Ma ancora non è chiaro cosa veramente sia successo nell’ultimo sabato notte di Sahid. Con chi sia andato a divertirsi e se in via Colombo ci è arrivato da solo oppure se ce lo ha portato qualcuno. L’autopsia, di cui si attendono i risultati, potrà dire cosa ha provocato il malore. Intanto restano quelle immagini a segnare in maniera indelebile fin dove può arrivare l’indifferenza. Una tendenza, quella del fregarsene altamente delle sorti del prossimo, da temere forse ancora di più del razzismo.

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