Una sagra d’autore, per i 50 anni della Sagra del Lambrusco


Il richiamo dei prodotti di qualità, del buon vino e del cibo d’altri tempi ha ottenuto una risposta oltre le aspettative. Un vero bagno di folla per “la quattro giorni” del gusto, in tanti hanno scelto la corte del Re Lambrusco per fare festa, confortati dalla garanzia di poter assaporare il gusto della genuinità. Come ha affermato il Sindaco Nico Giberti nel suo intervento in occasione della serata inaugurativa, è proprio questo che fa la sagra: permette ai consumatori di guardare in faccia i produttori, di confrontarsi sui prodotti che arrivano così sulle tavole seguendo una filiera corta: senza troppi spostamenti dal luogo d’origine, con un grandissimo beneficio in termini economici ed ambientali.

 

Un vero e proprio green deal è andato in scena per quattro giorni, accontentando acquirenti ed espositori, per rendere omaggio ad uno dei compagni più fedeli della nostra tavola: il Lambrusco. Frizzante, sincero, fruttato e corposo, il rosso reggiano si sposa bene con ogni cibo e l’ha dimostrato già a partire dallo stand dei “Centrolambruschi” collocato in Piazza Cavicchioni ad Albinea, punto di mescita e di assaggi sotto la guida esperta dei sommeliers dell’AIS.

 

“Questa è una manifestazione che merita tutto il nostro apprezzamento” ha affermato il Presidente della Camera di Commercio Stefano Landi “Perché mette in evidenza una delle eccellenze della nostra terra insieme al Parmigiano Reggiano: “Il Lambrusco”, che ormai è conosciuto ed esportato in tutto il mondo.” Albinea ha così aperto una finestra sulla cultura enogastronomica reggiana, ancora oggi portata avanti con impegno dai produttori locali, veri detentori del sapere su come portare sulle nostre tavole prodotti qualitativamente elevati e genuini.

Un esercito di volontari ed organizzatori ha lavorato senza sosta per dare il miglior servizio possibile, tanto al Ristorante della Sagra, fiore all’occhiello della manifestazione con i suoi piatti robusti, che evocano la tradizione contadina, quanto negli stands distribuiti in Piazza Cavicchioni e nelle vie limitrofe. Migliaia sono stati i coperti al Ristorante della Pro-Loco, molti di più quelli che si sono riversati nel Centro ed hanno preso parte agli spettacoli, tra cui la grande novità del 2014: l’esibizione di show cooking. Non sarebbe azzardato ipotizzare la presenza di quasi ottomila persone.

 

Ancora una volta la Sagra del Lambrusco e degli Spiriti Divini ha messo d’accordo tradizione e innovazione per mantenere fede al suo obiettivo: dare risalto alla ricca e generosa produttività locale. La “quattro giorni del gusto” ha aperto i battenti Giovedì 5 con la “Botte Bianca”, un giusto equilibrio tra enogastronomia e intrattenimenti, musica e teatro, divertimento e cultura, poi la Sagra è entrata nel vivo Venerdì 7 quando si è tenuta l’inaugurazione ufficiale con il taglio del nastro per mano del Sindaco di Albinea Nico Giberti, del Presidente della C.C.I.A.A. di Reggio Emilia Stefano Landi e del Presidente della Pro-Loco di Albinea Adriano Corradini.

 

Tanti gli ori della nostra prosperosa terra che sono stati proposti e riscoperti in occasione della Sagra, il Lambrusco, appunto, ma anche l’aceto balsamico, fiore all’occhiello del territorio pedecollinare, con il suo clima particolarmente adatto ad una buona maturazione del prodotto. Le delizie non si sono fatte desiderare, si sono offerte agli occhi e al palato, mentre le note della musica d’ascolto ha accompagnato il corteo di visitatori attraverso gli stands e il rosso rubino del vino brillava alla luce del tramonto nei delicati calici levati in segno di saluto.

 

Come tradizione vuole prima della chiusura sono stati resi noti i vincitori delle disfide gastronomiche, rara vitis regensins e ombelicum veneris, vere tenzoni per conquistare il premio per il miglior cappelletto o il miglior vino fatto in casa. A giusto riconoscimento dell’impegno di tutti è stato offerto un piccolo omaggio ai partecipanti mentre i vincitori hanno avuto l’onore di vedere il proprio prodotto collocato ai primi posti in classifica. Protagonista, ancora una volta, il pubblico che per quattro giorni si è riversato per il centro albinetano per far festa al rosso reggiano, un vino umile, che tuttavia ha saputo conquistare il suo posto nel mondo, facendosi apprezzare anche nell’ultima edizione di Vinitaly.

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