Russia, allarme anche per la patata


“L’Europa deve prendere sul serio il settore della patata colpito dall’embargo russo ma di cui nessuno parla”. L’appello alle istituzioni Ue é stato lanciato dai produttori del settore, al termine di un ampio confronto tra i rappresentanti delle organizzazioni agricole e cooperative dell’Ue (Copa e Cogeca). Il bando russo infatti, ha colpito il 37% dell’export di patate europee, in base ai dati del 2013, con conseguenze negative che ricadono indirettamente sui produttori italiani in tutto il Paese. La patata infatti, viene coltivata in tutte le Regioni: dal Piemonte alla Liguria, dal Veneto alla Lombardia, dal Trentino-Alto Adige al Friuli, dall’Emilia Romagna alla Toscana, ma anche Abruzzo, Molise, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata fino alla Sila, in Calabria. Bisogna correre ai ripari – ha rilanciato Luciano Torreggiani, coordinatore di Fedagri per il settore – indicando che é necessario “intensificare i controlli per evitare che venga cambiata, grazie ad alcuni commercianti che si prestano a farlo, l’origine del prodotto importato che, una volta passato la frontiera diventa italiano”.  Questo però non basta. Copa e Cogeca chiedono all’Esecutivo di “rimuovere nei prossimo negoziati commerciali con i Paesi extra-Ue la burocrazia, le barriere non tariffarie e quelle fitosanitarie. Ma anche proteggere i diritti di proprietà intellettuale per i tuberi-seme rafforzando la promozione del prodotto fresco”.

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