sabato, 16 gennaio 2010
Prodi ricorda Gorrieri
Un uomo rigoroso, discreto e modesto. Ha ricordato così la figura di Ermanno Gorrieri l'ex Presidente del Consiglio e della Commissione europea Romano Prodi che questa mattina ha concluso la due giorni di convegno dedicato appunto a Gorrieri, partigiano, sindacalista, cooperatore, dirigente della Dc, deputato e ministro della Repubblica. Prodi ha iniziato la sua analisi dal difficile e complesso rapporto tra Gorrieri e la sua città, Modena, tra opposizione al comunismo e collaborazione per salvaguardare gli interessi del territorio, come quando diede l'appoggio al piano regolatore del sindaco Triva. Un disegno a 360 gradi del Gorrieri politico e del Gorrieri uomo, caratterizzato da una singolare coerenza, oggi difficilissima da trovare. Una testardaggine che, secondo Prodi, lo portò a rappresentare una parte importante del mondo cattolico, in contrasto al bombardamento dei valori a cui assistiamo oggi. Romano Prodi ha poi affrontato l'attualità della figura del fondatore dei cristiano-sociali. Gorrieri riconosceva gli attori locali come protagonisti assoluti della vita politica e credeva nel rapporto quotidiano tra rappresentati e rappresentanti, una visione oggi sempre più impossibile a causa della legge elettorale che rende impersonale il parlamentare, lontano dal territorio. Nella conclusione del suo discorso, Prodi ha posto l'accento sul ruolo che i cristiano-sociali possono avere oggi in politica, alla luce di un quadro di continuo trasformismo, che vede il mondo cattolico frazionato tra Pd, Udc e partito di Rutelli. “Non si deve ridurre la politica ad un continuo talk show – ha ribadito l'ex presidente del Consiglio – e non si può nemmeno fare continuo ricorso alle primarie”.
di Cristina Provenzano






