Rottura Regioni-Governo. E adesso?


22 SET 2009 – Il giorno dopo la rottura anche formale tra Conferenza delle regioni e Governo centrale, restano tutte le incertezze di un rapporto che non è mai stato così teso tra istituzioni locali e centrali. e proprio nella stagione in cui la Lega al potere ha issato la bandiera del federalismo.Una rottura che non è solo tra regioni "di centrosinistra" e governo di centrodestra, ma che attraversa in modo trasversale tutta l’Italia. Ieri è stato il presidente della conferenza delle regioni e governatore emiliano-romagnolo Vasco Errani a sancire la rottura non presentandosi al tavolo con Berlusconi. Ma allo stesso tempo l’assessore delle Finanze dell’azzurra Lombardia, Romano Colozzi, ha avuto parole pesanti verso il nuovo "Patto per la salute" del Governo. "Non deve essere la tomba del federalismo fiscale ma la sua attuazione", ha dichiarato Colozzi. In tutto questo, la Lega latita completamente, a dimostrazione che del federalismo vero ai dirigenti leghisti non importa nulla, tutti impegnati come sono nella loro battaglia contro gli immigrati e con le sparate sull’indipendenza padana.Ieri, Errani aveva mandato una lettera al sottosegretario Gianni Letta spiegando che permanendo la mancanza di chiarimenti più volte chiesta all’esecutivo, la delegazione delle Regioni non si sarebbe seduta al tavolo di trattativa. "Speriamo che il chiarimento possa avvenire al più presto – ha detto Letta aprendo la riunione a Palazzo Chigi -. Ci auguriamo di potere indicare quanto prima la data dell’incontro tra governo e Regioni al rientro del presidente Berlusconi dal suo viaggio in America". Una dichiarazione un po’ balzana visto che i chiarimenti deve darli il Governo rappresentato proprio da Letta. Tra l’altro la precedente riunione era già saltata per uno dei soliti repentini cambiamenti di calendario di Silvio Berlusconi.La materia del contendere riguarda l’entità e lo sblocco del Fas (il fondo europeo per le aree sottoutilizzate), i pesanti tagli alla scuola imposti dalla riforma Gelmini-Tremonti e i finanziamenti per la sanità che rischiano di far saltare il bilancio delle regioni "virtuose" e di non aiutare allo stesso tempo quelle meno efficienti.Come ha spiegato l’assessore lombardo Colozzi, quello del governo è "un documento che coinvolge l’80 per cento dei bilanci regionali" e che "merita una considerazione politica di fondo: questa proposta di Patto per la salute ripercorre il vecchio accordo senza tener conto che nel frattempo sia stata approvata una Legge-delega sul federalismo fiscale che contiene principi chiarissimi e di fronte alla quale la proposta del Governo presenta evidenti contraddizioni".Per avere un’idea di cosa sia il federalismo tremontista, basta leggere gli esempi portati dallo stesso Colozzi: "La Legge-delega prevede che all’inizio del percorso federalista vi sia una condivisione dei fabbisogni sanitari. Nella bozza del ‘patto’, questi sono definiti in modo unilaterale. Inoltre la Legge-delega attribuisce alla responsabilità delle Regioni il reperimento di risorse aggiuntive, prescrive procedure (già peraltro attivate) per la definizione dei costi standard, introduce il concetto di premialità. La proposta di ‘patto’ trasmessa dal Governo, al contrario, obbliga all’introduzione dei ticket per i finanziamenti aggiuntivi… non prevede meccanismi premiali per le gestioni finanziarie virtuose ma solo atteggiamenti punitivi che finora non hanno garantito alcun risultato apprezzabile per il contenimento dei costi".Intanto Vasco Errani ha anche deciso di posticipare a giovedì la "seduta straordinaria monografica" sui temi relativi alla sanità della Conferenza delle Regioni All’ordine del giorno con un solo punto: l’esame delle tematiche relative alla sanità, con particolare riferimento alla proposta del Governo sul Patto per la Salute 2010-2011.

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