Rosarno, l’Emilia-Romagna in piazza per chiedere più Stato e meno razzismo


BOLOGNA, 15 GEN. 2010 – Si moltiplicano in regione le iniziative antirazziste in solidarietà ai migranti cacciati da Rosarno, in Calabria. Contro gli sfruttamenti e contro leggi populiste che non funzionano ma peggiorano le cose si tiene lunedì in piazza Nettuno a Bologna il presidio organizzato da Cgil, Cisl, Uil, Caritas, associazioni di immigrati, organizzazioni anti-mafia come Libera. Tolleranza zero nei confronti dei datori di lavoro che impiegano in nero manodopera clandestina, abolizione del reato di clandestinità che impedisce la denuncia degli sfruttatori, introduzione del reato penale per il caporalato, sono alcune delle richieste rivolte al Governo e al Parlamento.Gli organizzatori hanno espresso “forte preoccupazione e indignazione per gli inaccettabili episodi di aggressione subiti da lavoratori stranieri e per le reazioni violente che hanno coinvoltomigranti e cittadini di Rosarno”. Alla preoccupazione si unisce la denuncia delle “esasperanti condizioni di vita dei lavoratori stranieri della Piana di Gioia Tauro, costretti a lavorare in gravissime e inaccettabili condizioni di sfruttamento e a vivere in situazioni umanamente intollerabili”. Ma Rosarno non è un caso isolato, sottolineano gli organizzatori secondo i quali “bisogna rivedere radicalmente le politiche sull’immigrazione, che non solo non contrastano quella clandestina e il lavoro nero, ma accrescono il bacino dell’irregolarità e alimentano razzismo e xenofobia”.Sulla stessa lunghezza d’onda si mobilita anche Ravenna. Nella città romagnola lo slogan sarà “Siamo tutti cittadini in ogni paese nessuno straniero”. Alle ore 10 di sabato 16 gennaio è previsto un concentramento davanti alla Questura di Ravenna in viale Berlinguer (all’angolo con via Punta Stilo) da dove partirà un corteo che raggiungerà piazza del Popolo. Successivamente una delegazione di manifestanti sarà ricevuta dal Prefetto. Promotrice dell’iniziativa è la Rete civile contro il razzismo e la xenofobia che ha pensato la manifestazione in solidarietà al cittadino Niang Mor, recentemente oggetto di un decreto di espulsione a seguito della revoca del permesso di soggiorno per la mancanza dei requisiti di reddito. “Purtroppo – si legge nel comunicato degli organizzatori – le vigenti leggi sull’immigrazione, aggravate dalle modifiche apportate dalla legge Bossi-Fini e recentemente dal Pacchetto Sicurezza, producono irregolarità. Così oggi nella situazione di Mor Niang si trovano anche altri cittadini, che pagano il caro prezzo di questa crisi economica anche perdendo il permesso di soggiorno.”A Reggio Emilia l’appuntamento è per sabato 16 alle ore 15 in piazza Prampolini. A chiamare a raccolta la cittadinanza sono l’associazione Città Migrante e il Laboratorio Aq16. “La ribellione di Rosarno – si legge sul volantino distribuito in città – mette a nudo tutta la falsità delle politiche in tema di immigrazione e costringe a guardare quello che già si poteva immaginare perché se ne conoscevamo tutti gli elementi, ma che oggi più che mai non è possibile nascondere. Rosarno mostra infatti come, a dispetto delle dichiarazioni del ministro Maroni, ,sia la stessa legge sull’immigrazione a produrre sfruttamento, manodopera a bassissimo costo, demolizione di ogni tipo di diritto. Lotta al clandestino e via libera allo sfruttamento regalando così abbondante cibo alla criminalità organizzata.”

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