Marr (GRUPPO CREMONINI): Ravanelli, in 2012 attesa crescita vendite 1%-2%


RIMINI 27 MARZO )– “Malgrado le nevicate di febbraio e gli scioperi di gennaio, nel primo bimestre abbiamo riscontrato un buon andamento delle vendite. Il che ci porta a ipotizzare su scala annua una crescita compresa tra 1% e 2% per le vendite e tra l’1,5% e il 2% sul fronte dell’incremento dei prezzi. Le spese totali dovrebbero invece aumentare soltanto dello 0,7% a/a”.Lo ha affermato l’a.d. di Marr, Ugo Ravanelli, durante un evento a Milano. “La nostra e’ un’azienda di consulenti in materia prima, che assomiglia molto a una utility”, ha poi affermato il numero uno della societa’ romagnola che fa capo al gruppo Cremonini, spiegando che “a prescindere dall’andamento dei mercati di riferimento, abbiamo mostrato un andamento fortemente anticiclico e dal 1996 a oggi siamo riusciti a incrementare incessantemente sia i ricavi consolidati – passati da 342 milioni agli attuali 1,249 miliardi – sia l’utile netto”, che alla fine del 2011 si e’ attestato a 49,6 milioni (45,7 mln in 2010).In costante aumento sono anche l’Ebitda margin, che nell’ultimo esercizio e’ stato del 7,3% sia l’importo della cedola staccata ai soci – cresciuta da 0,46 euro/azione nel 2009 a 0,54 euro/azione che verranno proposti alla prossima assemblea dei soci (per festeggiare i 40 anni di attivita’ dell’azienda, in luglio si aggiungera’ un’ulteriore cedola da 0,10 euro/azione, per staccare la quale Marr non ha pero’ attinto alle riserve, ndr). Infine, il debito netto e’ stato mantenuto sotto controllo, intorno a 156 milioni di euro. Marr prendera’ in considerazione la possibilita’ di effettuare “nuove piccole acquisizioni nel segmento bar”.Lo ha affermato a MF-Dowjones il presidente e a.d. dell’azienda romagnola, Ugo Ravanelli, a margine di un incontro a Milano.”Vogliamo comprare piccole aziende, operazioni tra 5 e 10 milioni di euro ciascuna, per completare la copertura del territorio”, ha spiegato ancora Ravanelli. L’azienda ha iniziato da qualche anno lo sviluppo del segmento bar, partendo dalla Romagna ed estendendosi via via in Emilia e in Umbria. “Ora stiamo valutando il Veneto”, ha concluso l’a.d., “e comunque e’ indispensabile che ci sia continuita’ territoriale, attraverso cui possiamo raggiungere importanti economie di scala dal punto di vista della logistica”.

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