CONFINDUSTRIA RIMINI E CARIROMAGNA RINNOVANO L’ACCORDO PMI


rimini 18 luglio Rafforzare la relazione e il dialogo tra imprese e banca al fine di facilitare l’accesso al credito. E’ questo lo spirito dell’accordo siglato da Confindustria Rimini e Cariromagna che mette a disposizione delle PMI del territorio dell’Emilia Romagna un plafond di 1,4 miliardi di euro sulla linea dell’accordo nazionale sottoscritto da Confindustria Piccola Industria e il Gruppo Intesa Sanpaolo che prevede a livello nazionale un plafond di 10 miliardi di euro, di cui 200 milioni di euro dedicati a finanziare progetti innovativi di nuove imprese. L’intesa fra Confindustria Rimini e Cariromagna è stata presentata oggi, giovedì 18 luglio, presso la sede dell’Associazione riminese alla presenza di Alessandro Pettinari, Vice Presidente di Confindustria Rimini, Franco Raffi, direttore di Confindustria Rimini, Stefano Capacci, direttore generale di Cariromagna, e Giuseppe Paglione, coordinatore Mercato Imprese di Cariromagna.”Confindustria Rimini – dichiara Alessandro Pettinari, Vice Presidente di Confindustria Rimini – da tempo opera affinché le imprese possano avere il sostegno del credito. Il programma degli interventi dell’accordo con Cariromagna può essere un utile strumento a disposizione di quelle aziende che hanno intenzione di investire in nuovi progetti imprenditoriali, in particolare nei mercati internazionali emergenti . Infatti, oggi, vista la debolezza della domanda interna, potenziare le relazioni con l’estero diventa una strada obbligata per agganciare la ripresa. “Noi mettiamo in campo ogni iniziativa per rafforzare la partnership strategica tra imprese e banca per innescare una crescita profittevole, – commenta Stefano Capacci, direttore generale di Cariromagna –. aiutando le imprese nel processo di internazionalizzazione, nella ricerca e nell’innovazione, nel rafforzamento delle performance commerciali. Un obiettivo prioritario è anche quello di favorire la nascita di una nuova generazione di imprenditori, creando un “ecosistema” per lo sviluppo di start up basate sulle nuove tecnologie, in collaborazione con i maggiori centri di ricerca nazionali.”“Diamo pieno sostegno alle Pmi che rappresentano il tessuto connettivo e vitale dell’industria e del futuro dell’economia romagnola. – aggiunge Capacci – L’accordo è la risposta concreta alle difficoltà in cui versano le piccole e medie imprese ma è anche una manifestazione di fiducia nelle grandi opportunità che si presentano per coloro che affrontano seriamente le sfide del mercato.” Per informazioni:Intesa Sanpaolo Confindustria RiminiUfficio Media Banca dei Territori e Media locali Ufficio Stampatel. +39 0516454411 – +39 3357170842 tel. +39 338/3505349stampa@intesasanpaolo.com robertasilverio@libero.it – – – – – – – LE PRINCIPALI CARATTERISTICHE DELL’ACCORDOSviluppo Business InternazionaleL’industria italiana sarà sempre più dipendente dall’estero ed in particolare dai paesi emergenti, più difficili e lontani. Nel 2015 il peso di questi paesi sui mercati mondiali supererà il 50%; all’inizio del millennio era ancora al 33%. In questo contesto le imprese emiliano romagnole sono già ben posizionate: il peso dei paesi emergenti sull’export è infatti del 35%, prossimo al livello nazionale pari al 38%. Vi sono comunque ancora notevoli spazi di miglioramento.Per competere in mercati sempre più globali, l’accordo propone una piattaforma di prodotti, eventi e servizi consulenziali (tra i quali i portali Trade Esplora, Greentrade e un programma di incontri sul territorio) a supporto delle strategie di espansione e di internazionalizzazione delle PMI. Tra le soluzioni finanziarie più innovative Export Facile, per la copertura del rischio d’insolvenza dei debitori esteri fino al 100% a fronte dei crediti ceduti pro-soluto. Export Facile fornisce inoltre alle imprese liquidità aggiuntiva e alternativa alle tradizionali linee di credito, supportandone le strategie di esportazione e facilitandone il commercio con l’estero. In tale direzione sono già state individuate nel riminese circa 100 aziende esportatrici che potrebbero usufruire di tale soluzione. Nel corso del 2013 i gestori di Cariromagna, coadiuvati da specialisti, incontreranno queste imprese.Crescita dimensionalePer esportare di più occorre avere dimensioni d’impresa maggiori, anche per attivare nuove leve competitive. Le imprese piccole rispetto alle medio-grandi scontano un divario del 70% per brevetti e marchi internazionali, e del 50% per le certificazioni di qualità/ambientali. L’accordo propone servizi di consulenza specialistica per le PMI che affrontano momenti di discontinuità e cambiamento in ottica di crescita e fornisce soluzioni per l’avvio di processi di aggregazione. Sono previste anche forme di collaborazione come la costituzione di Reti d’Impresa, operazioni di finanza straordinaria, M&A, passaggi generazionali, ricerca partner su scala nazionale e internazionale. Il servizio è fornito dalla Divisione Corporate & Investment Banking-Banca IMI e si avvale della collaborazione di appositi specialisti presenti sul territorio, mettendo a disposizione servizi tradizionalmente accessibili solo alle aziende di grandi dimensioni.Nuova imprenditoriaLa crescita economica deve puntare anche sul consolidamento e lo sviluppo di nuove imprese. La probabilità di sopravvivenza delle start-up italiane è superiore a quella delle analoghe tedesche. Le nostre start-up crescono poi più rapidamente: negli ultimi 6 anni hanno creato 2,76 milioni di nuovi posti di lavoro (pari al 17% degli occupati).Nell’ambito del programma di Piccola Industria Confindustria “AdottUp”, che prevede un coinvolgimento attivo in termini di “tutorship” da parte di aziende associate, l’accordo odierno prevede servizi e iniziative volti a facilitare la nascita e lo sviluppo di nuove imprese. Le migliori idee imprenditoriali, selezionate dal comitato congiunto Intesa Sanpaolo-Confindustria, vengono “adottate” da imprese, segnalate da Confindustria, già consolidate sul mercato affinché, in qualità di “incubatori”, le aiutino a svilupparsi in business sostenibili anche grazie alle iniziative di Intesa Sanpaolo Neoimpresa e Officine Formative.Il dialogo tra impresa, banca e territorioPer attivare e sviluppare una relazione “virtuosa” fra impresa e banca, l’accordo conferma e rinnova, nel segno della continuità, i servizi di consulenza globale mediante strumenti di dialogo e supporto già attivati nei precedenti accordi, ora ulteriormente arricchiti di nuove funzionalità. Con tali strumenti Cariromagna intende favorire la creazione di una partnership strategica impresa-banca basata su un dialogo costruttivo e trasparente, finalizzato a consentire alle PMI un più semplice accesso al credito e condizioni migliori. Nel riminese sono già state identificate circa 250 PMI, per le quali sono state valutate l’adeguatezza dei requisiti di bancabilità e di quelli richiesti per l’accesso ai plafond agevolati. Queste imprese saranno contattate nel prossimo semestre per proporre soluzioni finanziarie a sostegno della loro crescita. L’utilizzo degli strumenti di dialogo, come Diagnostico e Simulatore, consente alla banca di migliorare la valutazione del merito creditizio e all’impresa di acquisire una maggiore conoscenza del proprio grado di “bancabilità” oltre a favorire la conoscenza e la possibilità di accedere agli strumenti di facilitazione creditizia messi a disposizione dal sistema (es. provviste agevolate BEI e CDP, plafond ABI, Fondo Centrale di Garanzia).I precedenti accordiL’intesa siglata oggi è la quarta tappa di un percorso avviato nel luglio del 2009 con un primo impegno comune per garantire la liquidità necessaria alle imprese colpite dalla crisi. L’accordo successivo, del settembre 2010, ha rilanciato la competitività delle imprese italiane incentivando gli investimenti in R&S e per l’internazionalizzazione, considerati motori decisivi per far ripartire la crescita. L’accordo del 2011 ha presentato un ulteriore passo avanti puntando in particolare ad alcuni ambiti strategic
i per l’impresa: l’innovazione, le reti di impresa e le altre forme di alleanze, la valorizzazione del “capitale umano”, l’internazionalizzazione, l’efficienza energetica e l’eco-sostenibilità.

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