Rivoluzione nei trasporti, arriva l’idrometano


RIMINI, 3 NOV. 2010 – Una miscela innovativa composta al 85% da metano e per il restante 15% da idrogeno. Fino ad ora questo tipo di combustibile è stato utilizzato in via sperimentale su ciclomotori e piccoli automezzi, ma adesso farà il suo debutto anche sui mezzi pubblici. Il tutto grazie al progetto MHyBus, il primo bus a idrometano d’Italia, che dal prossimo anno circolerà lungo le strade dell’Emilia-Romagna e permetterà di risparmiare sia sui consumi sia sulle emissioni inquinanti: fino al 50% in meno di ossidi di azoto NOX.Il mezzo, realizzato da Bredamenarinibus, verrà definitivamente testato entro la fine dell’anno presso l’Istituto Motori del CNR di Napoli. Nel frattempo, però, è stato presentato a Rimini alla quattordicesima edizione di Ecomondo, fiera leader per ecologia e ambiente, con un convegno al termine del quale è stata distribuita – tra l’altro – la Guida all’idrometano, preparata dall’Unioncamere nell’ambito della rete Simpler. Il progetto, finanziato dall’Unione europea, è nato grazie ad una partnership tra Regione Emilia-Romagna, il consorzio Aster, Enea e ATM Ravenna ed è ormai in procinto di dare i primi risultati concreti.L’utilizzo di miscele di idrogeno molecolare e di metano rientra tra le tecnologie rese possibili dalla procedura chimica comunemente nota come iniezione di idrogeno nel combustibile-HFI (ovvero "Hydrogen Fuel Injection"). In particolare l’idrometano è una miscela in fase gassosa che ha il vantaggio dell’accelerazione del fronte di fiamma prodotta dall’idrogeno, proprietà che consente una combustione più completa e contribuisce al miglior rendimento complessivo del motore. Rispetto all’idrogeno puro, la miscela comporta investimenti più contenuti – che si limitano a interventi sui motori e sulla centralina elettronica per regolare la combustione – e la maggior versatilità che ne rende possibile l’impiego su un numero più elevato di veicoli. E rispetto al metano? Un taglio maggiore delle emissioni di NOx, CO2, CO e idrocarburi, più efficienza energetica, combustione con limitate emissioni di CO2 e la possibilità di utilizzare idrogeno proveniente da fonti rinnovabili.

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