Rivara, un deposito bomba


FINALE EMILIA (MO), 18 NOV. 2009 – Da qualche anno Raimondo Soragni, sindaco di Finale Emilia, è diventato un esperto di sisma. E’ stato costretto a farlo, per via di un progetto che la Erg vorrebbe realizzare sotto il suolo del comune. Un colossale deposito di gas capace di stoccare questa risorsa energetica a 2500 metri sotto terra, a pressione. Un grande stabilimento che diventerebbe la prima riserva italiana di gas. Chi promuove la realizzazione tende a minimizzare un problema, il fatto che la zona sia a rischio sismico. Lo testimoniano le ultime due scosse avvenute a distanza di meno di un giorno l’una dall’altra. E ogni volta che la terra trema, Soragni non si stanca di sottolineare quanto tale caratteristica del suolo renda vana l’idea della Erg Storage Rivara (così si chiama l’impresa nata dalla joint venture tra ERG e Independent Gas Mangement).“La nuova scossa di terremoto di magnitudo 3, la stessa intensità del sisma di lunedì sera, ha avuto ancora l’epicentro nei pressi di Finale Emilia, ma mentre lunedì la profondità era di 2,7 chilometri, oggi il sisma è stato molto più superficiale (appena 80 metri)”, spiega il sindaco di Finale Emilia. “Ogni giorno di più – continua – abbiamo delle prove concrete della sismicità del nostro territorio.”“Perché mai – si chiede Soragni – dovremmo forzare la mano alla natura con un deposito gas. che innalzerà ulteriormente la sismicità? Perché si deve essere così poco sensibili alla vita umana, preferendogli l’interesse economico di pochi? Io non ci sto e l’aumento degli eventi sismici mi rende ancora più inquieto e mi porta a ribadire la mia contrarietà ad un impianto che nessuno vuole”. Nella zona intorno a Rivara, il luogo dove si vuole fare sorgere il deposito, il sisma di oggi è il quinto in un anno. “A questo punto – ha scritto lunedì Soragni – al di là di ogni considerazione tecnica che già di per sé aveva evidenziato l’alta sismicità nell’Area Nord, l’allarme che la natura ha voluto lanciare non può essere ignorato. Chi vuole realizzare quell’impianto deve iniziare ad anteporre la razionalità umana al mero interesse economico: devono andarsene, è questo ciò che vuole la gente. Il sottoscritto e tutta la popolazione abbiamo timore per i risvolti potenzialmente catastrofici che lo stoccaggio gas potrebbe provocare.”“Ormai gli accertamenti scientifici che qualcuno ancora vorrebbe sono superflui – ha proseguito Soragni – mentre è la terra a dire no ad un progetto pericoloso. Perciò credo che questo terremoto debba essere la pietra tombale di un progetto che nessuno vuole e che fa paura. Aspetto con preoccupazione gli esiti della Via ministeriale, ma sia chiaro: se dovesse arrivare un parere positivo sarò fisicamente in prima linea per contrastarne la realizzazione”.

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