Riunite e Civ brindano a un ottimo bilancio


REGGIO EMILIA 20 DIC. 2011 – E’ stata un’annata frizzante per Cantine Riunite e Civ, la grande azienda cooperativa nata dalla fusione della modenese Civ&Civ con la Riunite di Campegine di Reggio Emilia. A tre anni da quell’unione il fatturato sfiora quota 180 milioni di euro, una cifra cresciuta in un anno del 19%. L’approvazione del bilancio è avvenuta ieri a Modena, dove l’assemblea ha rinnovato il consiglio d’amministrazione confermando Corrado Casoli presidente e Rolando Chiossi vice.L’ottima annata per il bilancio di Riunite e Civ si deve soprattutto all’export, che equivale a un 40% del totale delle vendite. Cataste di cassette di vino defluite in mercati internazionali storici come Stati Uniti e Germania. Ma anche in aree in crescita come il Sud America e la Cina, dove lambrusco e prosecco trovano sempre più posto sulle tavole.Riunite e Civ è un binomio che racchiude più di 200 soci produttori di uve, 15 cantine associate sparse in Emilia-Romagna ma anche in Veneto, dove nel 2002 (nove anni fa) Riunite ha acquistate le Cantine Maschio.Se si considerano i ricavi di Giv, gruppo italiano vini, primo gruppo del settore vitivinicolo in Italia, e partecipato con una quota di maggioranza da Riunite e Civ, il fatturato consolidato di questi ultimi raggiunge i 467 milioni di euro. Traguardo che il gruppo è intenzionato a migliorare nel 2011, raggiungendo i 500 milioni.

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