Riunite a Bologna le Cooperative di produzione e lavoro


BOLOGNA, 17 NOV 2009 – “Noi ci stiamo”. Quando Pierluigi Stefanini, presidente di Unipol Gestione Finanziaria, ha detto di essere d’accordo sulla creazione di una concessionaria che aiuti le cooperative di produzione e lavoro a competere meglio sui mercati, i presenti all’assemblea si sono guardati in faccia compiaciuti: qualcosa di concreto si comincia a fare, allora. Non solo chiacchiere, e Stefanini ne ha dato atto alle 859 coop dell’ANCPL che a Bologna stanno facendo il punto di una crisi quanto mai indefinita, ma passi concreti: “Lo sforzo che fate è giusto. Il mondo cooperativo sta cercando percorsi e soluzioni, evitando di spiegare agli altri cosa fare.”Le banche, compresa la sua, sono imprese, obbligate a porre attenzione ai bilanci, e le sofferenze creditizie si sono raddoppiate in un anno; di fronte alla logica del fare, però, non possono esimersi e non intervenire.La concessionaria cui ha fatto riferimento è quella a cui pensano le coop per concorrere alle grandi opere strutturali, uno strumento che dovrebbe anche servire a consolidare il sistema cooperativo e l’interrelazione fra aziende di diverse dimensioni.E anche di diversa estrazione, stando al discorso di apertura di Mario Lupo, presidente dell’Associazione Grandi Imprese: soltanto una decina di aziende private, ma fra le maggiori d’Italia, con un fatturato globale di sei miliardi di euro, il 40 per cento dei quali all’estero. “Ci unisce la necessità di lavorare insieme, di avere rapporti comuni e di avviare un onesto lavoro di lobbing sul governo” ha detto.Impostare vie d’uscita dalla crisi è l’auspicio avanzato anche da Alfredo Peri, assessore ai Trasporti dell’Emilia-Romagna. “Ma esistono difficoltà di rapporti fra chi gestisce la spesa e chi le risorse dello Stato” ha avvertito. “La scommessa è quella di specializzare le funzioni, decidere cosa serve e trovare gli interlocutori industriali qualificati. Non meno importante è dare continuità alla spesa”. Peri ha citato i 650 milioni investiti dalla Regione una volta ottenuto il via dall’Anas, e i 230 milioni per il piano-casa.All’Associazione delle coop di produzione e lavoro aderiscono 859 imprese (511 manifatturiere, 252 di costruzione e 96 di progettazione). Che l’anno passato hanno realizzato un fatturato consolidato di 12,6 miliardi di euro, con un aumento del 4 per cento. Hanno 37 mila dipendenti, 24.500 dei quali sono soci-lavoratori. Se già nel 2010 si potrebbe intravedere una ripresa dell’attività industriale, così non sarà per le costruzioni, destinate a ridimensionarsi del 15-20 per cento. Il manifatturiero è invece in sostanziale tenuta. “Non sono oggi presenti casi di crisi eclatanti, almeno per le imprese più consolidate, anche se non mancano situazioni critiche più diffuse fra le cooperative piccole e meno strutturate”, ha rilevato il presidente dell’associazione Carlo Zini. Di qui, dunque, l’idea della concessionaria. “La crisi economica inizia a far emergere una nuova domanda di cooperazione, anche se con tratti e caratteristiche diversi dal passato. La promozione di nuova cooperazione è più che mai una missione fondamentale del movimento cooperativo”.

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