Riparte l’export a Reggio Emilia


REGGIO EMILIA, 12 SET. 2013 – L’export, fiore all’occhiello dell’industria manifatturiera reggiana, si risolleva dopo alcuni anni di sofferenza e rimane stabile nel secondo trimestre del 2013. Le esportazioni ammontano infatti a 2,2 miliardi: per trovare un valore superiore occorre tornare al secondo trimestre del 2008, quindi prima dell’inizio della crisi economica. Proprio la buona crescita del periodo aprile-giugno di quest’anno, tra l’altro, ha consentito una chiusura del primo semestre 2013 con esportazioni sostanzialmente allineate allo stesso periodo del 2012. Lo confermano i dati diffusi dall’Istat ed analizzati dall”Ufficio Studi della Camera di commercio. In dettaglio, l’andamento delle esportazioni reggiane è significativamente condizionato dalle vendite verso i Paesi europei, che rappresentano ancora il 71,5% del totale. Con eccezione di Russia e Turchia, in quest’area si registra una flessione del 2,9%. In compenso c’è la crescita dell’export reggiano verso tutti i continenti extra Europa che aumenta del 5%. I prodotti metalmeccanici, che continuano a rappresentare oltre la metà del totale export reggiano, confermano, anche nel primo semestre 2013, un valore pari a 2,2 miliardi di euro. In crescita (dell’8%) i prodotti elettrici ed elettronici, i prodotti ceramici (più 7,9%), i prodotti alimentari (più 4,6%) e le sostanze e prodotti chimici (più 4,1%). In diminuzione, invece l’export degli altri prodotti tipici dell’economia reggiana, in primis il tessile-abbigliamento il cui valore è passato da 718 a 667 milioni di euro, pari ad un meno 7,1%.

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