Rimini: sul bagno sventola bandiera rossa


7 AGO 2009 – Nessun bagnino e nessun pedalò è riuscito ad evitare che annegasse l’accordo tra i titolari dei bagni di “Oasi Confartigianato” e i sindacati dei bagnini. Risultato: 450 dei 520 bagni lungo la costa romagnola tra Bellaria e Cattolica rischiano la chiusura per un giorno, sabato 8 agosto. Non ha potuto in pratica far nulla neanche l’assessore regionale al turismo, Guido Pasi, che prima aveva lanciato un appello accorato alle parti (non si capisce perché a Rimini non sia possibile l’accordo che è stato trovato altrove) e poi è andato direttamente sulla battigia cercando di ricomporre i contrasti.Da un anno e mezzo i bagnini chiedono in sostanza il rinnovo del contratto con un aumento medio di 30 euro al mese in busta paga. Ma Confartigianato continua a dire no e quindi l’assessore Pasi ha ha avvertito gli esercenti che il servizio minimo di salvataggio deve essere comunque garantito. Il rischio non è solo la multa di 1000 euro nel caso manchi il servizio di salvataggio, ma provvedimenti più onerosi in caso dell’assenza dei requisiti minimi (e non basterà alzare bandiera rossa per sgravarsi dalle responsabilità). Per non parlare di quello che rischierebbero i titolari dei bagni se qualcosa andasse davvero storto e si verificassero danni ai bagnanti. “Oasi Confartigianato” ha replicato che assicurerà comunque i servizi essenziali.Replica Mauro Rossi della Cgil: “Faremo sciopero e scenderemo in spiaggia perché le richieste dei bagnini sono assolutamente ragionevoli”. E anche il neo-sindaco di Rimini Maurizio Melucci è poco conciliante con i gestori degli stabilimenti: in comune “esiste un piano di salvamento firmato dai titolari dei bagni: devono rispettarlo”..In tutto questo, a farci pessima figura rischia di essere l’immagine della Riviera, che adesso per 30 euro addirittura rischia il black out.

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