Rimini, export a +3%


 

Alle imprese riminesi l’export piace decisamente più che alle colleghe romagnole. Se nella città di Fellini, dicono infatti i dati Istat, il primo semestre 2014 registra una crescita delle esportazioni superiore al 3%, a Ravenna il calo sfiora quella percentuale, mentre per Forlì-Cesena si attesta sotto il 2%. Statistiche confermate dall’indagine annuale di Unindustria Rimini sul grado di internazionalizzazione delle imprese, presentata oggi alla stampa. Sul campione di 181 aziende prese in esame, il 37% delle associate che realizzano il 58% del fatturato, 158 operano con l’estero. In particolare con l’Unione europea, la principale area di riferimento per quasi nove aziende su 10 che esportano.

Seguono l’Europa non comunitaria (56%), il Medio oriente (41%), il Nord America (32%) e l’Asia (30%). A livello di nazioni è un testa a testa tra Germania, scelta da oltre il 55%, e Francia, 53%. Più staccate Spagna (44%), Regno Unito e Russia (36%), con il primo in crescita del 3% e la seconda in calo del 6% a causa dei blocchi messi in campo da Putin. E’ però indicata assieme agli Usa come “Paese di interesse” per i prossimi cinque anni. Cresce anche l’appeal in Turchia. In dettaglio, il settore metalmeccanico punta in particolare su Germania e Francia, a cui si aggiunge per l’agroalimentare la Svizzera. Abbigliamento e calzature vanno soprattutto in Russia, oltre a Germania e Francia; mentre il legno sostituisce sul podio la Germania con la Spagna.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet