Rimini affronta l’emergenza delle tre carte


RIMINI, 28 LUG 2009 – Sicurezza, sicurezza, fortissimamente sicurezza. Non ha esitazioni la nuova giunta comunale di Rimini. E adesso, grazie all’operazione “Dream team”, un colpo mortale è stato sferrato anche a una delle maggiori emergenze della riviera: il gioco delle tre carte. Non è un film di Totò e Peppino, ma la realtà di questa Italia impazzita dopo un anno di governo berlusconiano-leghista. Un virus (altro che H1N1) che si diffonde rapidamente anche in Romagna.Naturalmente erano tutti stranieri, organizzati in due bande e soprattutto “capaci di spazzar via, in poco tempo, la concorrenza storica presente nel ‘settore’ rappresentata dai napoletani”. Sono i 16 pericolosissimi ‘pallinari’ (o giocatori delle tre carte) arrestati dalla squadra Mobile di Rimini, ai quali per la prima volta in Italia è stato contestato il reato di associazione a delinquere finalizzata alla truffa.14 uomini e due donne, di nazionalità romena, macedone e croata per i quali il pm Irene Lilliu ha chiesto le ordinanze di custodia cautelare in carcere, firmate poi dal gip Lucio Ardigò. Grazie a pedinamenti e appostamenti, filmati e denunce, gli investigatori hanno dimostrato la pericolosità e l’organizzazione della banda tanto da motivarne l’accusa. Un cambiamento di rotta sostenuto dal nuovo questore riminese Oreste Capocasa (che ha parlato espressamente di tolleranza zero d’ora in poi) e dalla magistratura. A lodare l’operazione chiamata ‘Dream team’, in prima fila c’era l’assessore comunale alla sicurezza Roberto Biagini che ha ringraziato le forze dell’ordine (compresa la polizia municipale che è intervenuta in appoggio) e la magistratura, apprezzando in particolare il cambio di impostazione nell’affrontare il problema molto diffuso lungo il litorale di Rimini.

Riproduzione riservata © 2016 viaEmilianet