Riforma popolari, è legge. La Borsa brinda


La riforma delle Popolari è legge e la borsa brinda al cambiamento scommettendo su future aggregazioni in cui sia Bper che Banco popolare possono giocare un ruolo da protagonisti. L’obiettivo però per i dieci istituti interessati è costruire una base sociale solida che possa garantire continuità nella governance scongiurando eventuali attacchi di fondi esteri. Con 155 voti favorevoli e 92 contrari il Senato ha approvato in via definitiva il Dl su cui il governo aveva posto la fiducia. Poche le modifiche al disegno originale, la sostanza non cambia le popolari che superano gli 8 miliardi negli attivi devono trasformarsi in Spa: dieci le banche interessate, tra queste anche Bper e Banco Popolare che controlla il Banco San Geminiano San Prospero. Sparisce dunque per queste banche il voto capitario, che basandosi sul principio una testa un voto, è la colonna portante del credito cooperativo. Nella legge è stata però inserita una clausola anti-scalata: le banche popolari che si trasformano in società per azioni, per i primi due anni, possono insomma inserire un tetto del 5% al diritto di voto oltre il quale non si può andare anche con quote societarie più ampie. Dopo aver criticato fortemente la riforma, dura la presa di posizione da parte di Assopopolari, associazione presieduta dal presidente Bper Caselli, le dieci banche interessate avranno ora 18 mesi per la trasformazione. Una riforma che arriva a sei mesi dagli stress test della Bce e a pochi giorni dalle assemblee dei soci dando ufficialmente il via allo scacchiere delle aggregazioni per rafforzare la compagine sociale. Da una parte il triangolo Lombardia, Emilia, Veneto. Dall’altra Ubi che guarda a Mps. Senza dimenticare la popolare di Sondrio e il Credito Valtellinese e, fuori dalla borsa, popolare di Vicenza e Veneta Banca. Insomma un risiko in cui anche le fondazioni possono giocare un ruolo chiave per fare massa critica. La bassa capitalizzazione rispetto agli attivi delle principali banche interessate alla riforma fa gola ai grandi fondi stranieri.

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